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Viviano: "Grosso è il profilo giusto per ripartire. Poco entusiasmo? Quello me lo trasmette Paratici"

Viviano: "Grosso è il profilo giusto per ripartire. Poco entusiasmo? Quello me lo trasmette Paratici"
© foto di pietro.lazzerini
Oggi alle 13:00Copertina
di Lorenzo Della Giovampaola

Intervenuto come ogni mercoledì su Radio FirenzeViola nella trasmissione "Uno di noi", l'ex portiere oggi opinionista Emiliano Viviano ha parlato della scelta della Fiorentina di puntare su Fabio Grosso e dell'umore in generale della piazza: "La tifoseria si è comportata come si deve, ha sostenuto la squadra nel momento peggiore facendo prevalere l'obbiettivo sportivo e a fine stagione ha fatto sentire la sua posizione nei confronti della società. Non che io ce l'abbia con la società visto che avere un presidente con una disponibilità economica del genere è una manna dal cielo. È giusto però che il tifos a fine con un bel comunicato faccia sentire il dissenso. De Rossi era più un sogno che un'idea, anche perché allena un'altra squadra, mentre per Grosso che era al Sassuolo l'addio era già più nell'aria. Io sarei stato contento anche di Vanoli, seppure io ho detto che avrei cambiato. Sono tutti allenatori con proposta, ora serve creare un progetto per fare il salto di livello, e questo parte dalla società, l'allenatore arriva dopo".

Ancora sul comunicato dell'ACCVC: "C'è all'interno qualche frase fatta che poteva essere evitata. Io non volevo difendere i calciatori, ma so che quando le cose non vanno bene ci si tuffa nella poca professionalità e nei comportamenti. Kean lo scorso anno faceva gol tutti i tiri ma faceva sempre i balletti e le canzoni. Poi c'è una decenza nei comportamenti e quando le cose non vanno bene vanno evitate determinate cose. La società alle volte non ha la cognizione di dove è. Ci vorrebbe una società che per esempio tramite Ferrari vada da un giocatore a dirgli di non fare un determinato post che potrebbe portare problemi e pressioni. Io non me la prendo con Commisso ma con chi all'interno non glie lo spiega".

È praticamente fatta per Grosso, cosa ne pensi? E soprattutto andava comunicato prima a Vanoli? "Io credo che il rispetto della persona ci debba essere. Ho sempre la speranza che ci si comporti nella maniera più educata possibile. Per me prendere un nuovo allenatore senza comunicarlo a quello attuale è poco rispettoso verso un tecncio che è venuto in un brutto momento ed ha portato la squadra alla salvezza con una media quasi da Europa. Io spero vivamente che gli sia stato comunicato prima a lui. Per quanto riguarda Grosso, ha lavorato molto bene a Sassuolo con tanti giovani e con un calcio propositivo e offensivo, da neopromosso, il che non è semplice. È ovvio che a Firenze le pressioni e il materiale umano è diverso. Ma lui ha comunque esperienza, ha allenato a Lione e penso che sia il profilo giusto. Dal punto di vista della proposta mi piace, ora vediamo se è maturato, Anche se ora ripeto tutto passa dal lavoro di Paratici, del quale mi fido ciecamente".

Cosa succederà ora alla rosa? "Il calciatore quest'anno sa benissimo che l'anno prossimo è l'anno zero e chiunque si sente sulla graticola. Sono già tutti pronti ad un cambiamento totale, dei 25 giocatori 20 non li ha scelti lui".

Gudmundsson non compatibile con il 4-3-3? "Dipende, anche perché spesso chi fa 4-3-3 poi fa anche 4-2-3-1. Si dovrà capire qual'è l'intenzione di Grosso. Poi per me Gud sul mercato lo collochi facilmente. C'è piuttosto da prendere diversi esterni e andrà capito cosa fare con i terzini. Il play c'è, la mezza ala alla Thorsvedt può farla Brescianini, Fabbian e Ndour. Serve un centrocampista di qualità e due/tre esterni".

Cosa fare con Solomon? "Io lo terrei senza alcun dubbio. L'unica incognita su di lui è fisica, per il resto è un giocatore importante con dribbling, dovendo prendere 3/4 esterni uno come lui lo tengo volentieri. Harrison è diverso, è un giocatore utile, da sicuro rendimento ma per determinati costi si può torvare di meglio".

E se con Grosso arrivasse anche Berardi? "Ma magari, io lo prenderei subito. A 32 anni non si è vecchi. Avresti Solomon e Berardi con altri due in rotazione".

Poco entusiasmo attorno a Grosso da parte dei tifosi? "A me l'entusiasmo non lo da Grosso, non l'avrebbe dato Vanoli e probabilmente me lo avrebbe dato De Rossi per un fatto più personale. A me la fiducia lo da il fatto che uno come Paratici, cercato anche dalla Roma e che aveva quasi firmato con il Milan, abbia scelto la Fiorentina. Uno come lui sceglie perché avrà avuto delle rassicurazioni. Se lui sceglie di venire qui la prospettiva è molto buona, anche perché scende di livello rispetto a prima. Perché poi non va bene Grosso? Ci aspettavamo Mourinho o Klopp? Abbiamo consapevolezza di quelllo che siamo ad oggi? L'allenatore di nome era stato preso ed era Pioli, poi sappiamo com'è andata. A Firenze chi ha fatto bene in panchina era emergente e veniva fuori da situazioni come quella di Grosso".

Paratici già via dalla Fiorentina? "Io credo che Paratici voglia restare a Firenze perché lavorare in una società dove c'è un vuoto di potere per lui è l'ideale. Al Milan bruciano continuamente direttori sportivi. Firenze ora è il posto migliore per lui perché può plasmare il club come meglio crede. Io capisco il tifoso fiorentino che è senza entusiasmo e che dice che è tutto nero, sono sentimenti di chi viene da una delusione d'amore". 

Ancora sul tema legato all'entusiasmo della piazza attorno a Grosso: "Io mi sento apatico come i tifosi e non ho mai detto di avere entusiasmo. Il nome di Sarri avrebbe avuto più logica, so che il suo sogno era allenare la Fiorentina ma a Bergamo gli hanno proposto qualcosa di eccezionale. Io preferisco la scelta di Grosso a quella per dire di Pioli, non per Pioli, ma perché uno che ha già un nome non vede la Fiorentina come se fosse il Real Madrid, cosa che invece può accadere appunto per Grosso".

Non era meglio puntare su uno come Aquilani? "Io anche avrei preso Aquilani, ma se Paratici sono settimane che vaglia il mercato degli allenatori e ha scelto di puntare su Grosso ci sarà un motivo".

Paragone Montella-Grosso? "Montella a Catania raggiunse lo stesso 11° posto che ha raggiunto Fabio Grosso con il Sassuolo neopromosso. A Reggio Emilia ha fatto un calcio fantastico, giocando in verticale e mettendo in difficoltà molte big. Poi ovvio lo ripeto, a Firenze le pressioni sono diverse".