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4-3-3, zero paura e riaggressione: alla scoperta di Fabio Grosso e della sua filosofia

4-3-3, zero paura e riaggressione: alla scoperta di Fabio Grosso e della sua filosofiaFirenzeViola.it
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Oggi alle 13:39Primo Piano
di Andrea Giannattasio

Fabio Grosso è ormai a un passo dal diventare il nuovo allenatore della Fiorentina. Dopo settimane (forse mesi) di riflessioni e contatti, il profilo del campione del mondo del 2006 sembra aver preso definitivamente quota nelle idee della dirigenza viola: una scelta che punta su un tecnico giovane, moderno e con una precisa identità calcistica. Ma chi è davvero Grosso allenatore? E soprattutto, come giocherebbe la sua Fiorentina?

Intanto il suo percorso professionale: dopo gli inizi nel settore giovanile della Juventus, Grosso ha costruito passo dopo passo la propria carriera tra esperienze a Bari, Verona e Brescia, fino all’exploit con il Frosinone, club con cui ha conquistato la promozione in Serie A grazie a un calcio organizzato, equilibrato e capace di valorizzare diversi giovani talenti. Meno fortunata, invece, l’avventura sulla panchina del Lione, condizionata sia dal difficile momento attraversato dal club francese sia dai drammatici fatti di Marsiglia, dove una sassaiola contro il pullman dell’OL rischiò di costargli gravissime conseguenze a un occhio. Da lì il ritorno in Italia e la nuova tappa al Sassuolo.

Anche in Emilia Grosso ha proseguito nel solco delle sue idee: squadra riconoscibile, principi chiari e un calcio capace di alternare costruzione dal basso e verticalizzazioni improvvise. Non un integralista del possesso, ma un allenatore che pretende identità e coraggio. La filosofia dell’ex terzino parte soprattutto da un concetto mentale: i suoi giocatori devono affrontare le partite senza paura, cercando sempre di alzare il proprio livello. Un approccio che si traduce in una squadra propositiva, intensa e mai rinunciataria.

Dal punto di vista tattico, il sistema di riferimento resta il 4-3-3. Gli esterni offensivi lavorano larghi per creare ampiezza e puntare l’uomo, mentre i terzini accompagnano costantemente l’azione. Le mezzali sono chiamate a garantire dinamismo, inserimenti e pressione alta, in un sistema che ricerca aggressività immediata dopo la perdita del pallone. La riaggressione, infatti, rappresenta uno degli aspetti centrali del gioco di Grosso: recuperare velocemente il possesso per attaccare subito gli spazi lasciati aperti dagli avversari. In fase difensiva, invece, le sue squadre cercano compattezza e distanze corte per limitare le transizioni avversarie.

Il profilo di Grosso convince anche per la capacità di lavorare con il materiale a disposizione senza pretendere rivoluzioni profonde. Alla Fiorentina potrebbe portare un calcio offensivo ma più equilibrato, meno ossessionato dal possesso fine a sé stesso e più orientato alla concretezza negli ultimi trenta metri. L’idea sarebbe quella di una squadra intensa, organizzata e verticale, capace di mantenere i principi propositivi degli ultimi anni ma con maggiore attenzione alla gestione delle partite. Ed è proprio questo equilibrio tra ambizione e struttura che oggi rende Fabio Grosso uno dei nomi più credibili per il futuro viola.