Carmagnini netto sul gol di Liberali: "Ma in sala Var che stavano facendo?"
Per ricostruire gli episodi più discussi di Fiorentina-Como, su Radio FirenzeViola, durante "Chi si compra?" è intervenuto l'ex arbitro Giancarlo Carmagnini. Questa la sua analisi sulla rete di Liberali, convalidata nonostante un vistoso fallo su Pedro Goncalves: "Mi stupisce anche che Di Bello non abbia visto il fallo, perché era vicino all'azione. Non si tratta di un contatto secco, ma di un intervento che si sviluppa in più fasi: prima l'avversario lo trattiene un po', poi lo aggancia e infine gli fa quasi una forbice, stendendolo. Il tutto avviene in un tempo breve, ma il fallo c'è e, soprattutto, non viene mai toccato il pallone. Come dico sempre, anche quando sei in buona posizione puoi non vedere o non avere l'esatta cognizione di quello che è successo. Bisogna anche considerare le indicazioni di Orsato, che invitano a lasciar giocare. Ma in sala Var che cosa stavano facendo?"
Il Var poteva intervenire?
"Certo, si può intervenire, e negli anni passati ci sono stati diversi interventi anche per falli meno gravi. Qui, poi, c'è l'immediatezza: dopo il fallo viene recuperato il pallone, l'azione prosegue e arriva il gol. Non credo siano passati più di sei o sette secondi tra il fallo non fischiato e la rete. Proprio per questo, quantomeno, Paterna e Pezzuto avrebbero dovuto richiamare Di Bello al Var per fargli rivedere quello che era successo pochi secondi prima. Poi l'arbitro avrebbe anche potuto confermare la propria decisione, ma almeno avrebbe dovuto andare a vedere l'episodio".
Invece sul fuorigioco fischiato a Pongracic che ha annullato il 2-2, cosa pensa?
"Prima di tutto, vorrei spiegare brevemente come funziona il SAOT, il Semi-Automated Offside Technology, cioè il fuorigioco semiautomatico. Ci sono dodici telecamere ad alta definizione le cui immagini vengono incrociate e analizzate ogni due centesimi di secondo. Il software traccia 29 punti anatomici del corpo, corrispondenti alle articolazioni, come ginocchia, caviglie, piedi e gomiti, creando una sorta di scheletro digitale in tempo reale. Quando viene rilevato un fuorigioco, il sistema invia un segnale al Var, che può così avviare le verifiche. Anche il pallone contiene un sensore inerziale che consente di individuare con precisione il momento in cui viene toccato. Quindi, anche se si parla di sistema semiautomatico, le possibilità di errore dovrebbero essere molto ridotte. Ieri, secondo me, hanno utilizzato il righello. Nell'incertezza, però, se il sistema non funziona e l'assistente non alza la bandierina, mentre l'arbitro convalida il gol, bisogna dare priorità alla decisione presa in campo. Non si può rimanere lì a cercare il pelo nell'uovo".
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
© 2026 firenzeviola.it - Tutti i diritti riservati
