Fiducia a Vanoli ma niente sconti. La società non resti in silenzio e difenda le proprie idee senza normalizzare le sconfitte. De Gea intoccabile, a gennaio serve un Ederson

Fiducia a Vanoli ma niente sconti. La società non resti in silenzio e difenda le proprie idee senza normalizzare le sconfitte. De Gea intoccabile, a gennaio serve un Ederson
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Pietro Lazzerini
Vanoli resta la scelta più giusta ma deve avere più coraggio e crescere nella comunicazione. Sul mercato la Fiorentina ha bisogno di un centrocampista

La sconfitta di Genoa è ancora difficile da digerire, perché la Fiorentina era chiamata a vincere una sorta di 'spareggio' di inizio campionato e invece è uscita ko con una delle prestazioni peggiori degli ultimi mesi, soprattutto nel primo tempo. Dopo tre settimane di sosta, la preparazione alla gara è stata evidentemente deficitaria ed è troppo facile descrivere la debacle parlando di 'approccio sbagliato'. Vanoli, che dopo il pari contro il Napoli aveva elogiato la crescita della squadra, forse avrebbe dovuto prendersi qualche responsabilità in più difendendo un gruppo che sta mostrando troppo spesso il suo lato fragile e poco quello qualitativo sul quale è stato costruito. Lo stesso tecnico, che giustamente sta ribadendo a più riprese di non voler parlare di quanto fatto nella passata stagione, sta ancora cercando una soluzione ai problemi mostrati in precedenza con Grosso, quasi da far pensare che le prestazioni prima della sosta fossero figlie soprattutto di una reazione di nervi della squadra e non di un'evoluzione legata alle idee portate dal vecchio nuovo allenatore.

La Fiorentina aspetta il 'vero' Vanoli

Per scongiurare ed allontanare questo pensiero, sicuramente Vanoli dovrà mostrare un po' di coraggio quando sceglierà la squadra da mandare in campo contro il Como e, nel caso ce ne fosse bisogno per un ritardo di apprendimento da parte dei suoi uomini, magari già oggi in conferenza esporsi in prima persona per difendere la squadra che ha più volte evidenziato diversi problemi anche solo nel lavorare come gruppo, difendere come gruppo, attaccare come gruppo. Vanoli resta una scelta giusta, che la società dovrà difendere nelle prossime complicatissime settimane. È un allenatore capace, con carisma e con un'esperienza tale che i bassifondi presto saranno un ricordo, ma dovrà imporsi di velocizzare il percorso di crescita della squadra e anche quello personale legato alla comunicazione verso l'esterno, che come di consueto poi si riflette anche all'interno dello spogliatoio. In più deve evitare il rischio di perdere ulteriore terreno arroccandosi su determinate posizioni come successo nella prima esperienza con la difesa a tre. Vanoli ha la fiducia della piazza dalla sua parte, ed è giusto che sia così in questo momento, la cavalchi dimostrando non solo l'evidente 'allenabilità' della sua squadra, ma anche una crescita personale nella lettura della settimana e dei novanta minuti. 

Vietato arrendersi

Intanto qualche spiffero è tornato a sibillare la parola 'transizione'. È chiaro che immaginarsi oggi una Fiorentina capace di risalire la china fino alle posizioni da Europa sia un esercizio quanto mai complicato, ma sarebbe assurdo lanciare oggi un pensiero così mediocre come l'anno di passaggio dopo appena sei giornate di campionato. La squadra deve credere nella possibilità di rilanciarsi partendo dalla propria qualità. E la società dovrà accompagnarla anche difendendo le scelte fatte in estate, magari non rimanendo in silenzio dopo le sconfitte che scottano come successo a Genova. Come per Vanoli, lanciare un messaggio verso l'esterno è un modo per farlo rimbalzare dentro al Viola Park. Il silenzio lascia spazio a complotti o alla normalizzazione della sconfitta. Qualcosa che è già successo in passato e che ora, anche grazie alla famosa esperienza di Paratici, vorremmo tutti scongiurare. Poi se questo sarà un anno in cui la Fiorentina non riuscirà a tagliare i ponti con la zona Europa, tutti ce ne faremo una ragione. Anche perché lo stesso ds ha dichiarato in estate che un anno da quattordicesimo posto deve poi lanciare una stagione con altri obiettivi. Ma non può essere la sesta giornata a inquadrare questo tipo di ambizioni, sia agli occhi della squadra sia a quelli dei tifosi. 

Qualità al potere per battere il Como

Stare al passo di questo Como sarà difficile e soprattutto difficilmente la Fiorentina potrà prendere spunto dal Feyenoord che lo ha battuto in Champions. L'intensità degli olandesi non è una caratteristica dei viola, quindi si dovrà sfruttare altre caratteristiche. Quella principale della squadra costruita in estate è la qualità ed è da qui che si dovrà ripartire. Più palleggio, più gioco offensivo e un lavoro ad hoc da fare sul lavoro di reparto in fase difensiva. Confermerei Valdepenas e Jimenez, mentre al centro oltre a Dragusin forse è scoccata l'ora di Viery. A centrocampo Oulai e Fagioli potrebbero essere i due perni davanti alla difesa con Pedro trequartista, Njie a sinistra, Mastantuono a destra e Pellegrino di punta. Una formazione offensiva votata alla tecnica, all'estro e al palleggio. Coprirsi per non prenderle a questo giro potrebbe essere un rischio e in ogni caso tutti vorremmo vedere una Fiorentina più spavalda, coraggiosa, divertente, che trasformi la giovane età da un 'difetto' in un punto di forza. 

De Gea falso problema, serve un centrocampista

Parlando di mercato invece in settimana è partita la bambola del portiere. De Gea è il capitano della Fiorentina, è un giocatore forte e che incarna anche il ruolo di 'guida' in uno spogliatoio fragile come quello viola. Anche l'anno scorso ha avuto qualche problema, complice un rendimento difensivo disastroso. Poi però, una volta sistemata la difesa, è tornato ad essere un protagonista positivo della rincorsa della squadra di Vanoli. Sono sicuro che il percorso sarà lo stesso anche in questa stagione e quindi parlare di Santiago Beltran ora è veramente illogico. Anche perché il futuro della porta, post De Gea, dovrà essere Martinelli, tra i migliori portieri della Serie B nell'attuale esperienza all'Avellino. La Fiorentina deve investire in altri ruoli, se ne avrà la possibilità economica. Un centrocampista con caratteristiche alla Ederson o alla Koné, serve come il pane. Poi magari anche un difensore centrale se dovesse partire qualcuno. E infine un terzino sinistro se Parisi non dovesse garantire un ritorno chiavi in mano dopo il lungo infortunio. Sicuramente la porta non può essere considerata la priorità.