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Bongiorni: "Le società non hanno incentivi per i settori giovanili. In Spagna sì"

Bongiorni: "Le società non hanno incentivi per i settori giovanili. In Spagna sì"FirenzeViola.it
Oggi alle 19:45Radio FirenzeViola
di Alessandro Buffi

Antonio Bongiorni, storico osservatore e talent scout, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso di "Garrisca al vento" parlando del problema dei settori giovanili in Italia: "È un problema a livello organizzativo la gestione dei giovani. Tante società, che portano su un calciatore, quando arriva una grande squadra più forte lo cedono già giovanissimo. Le società italiane non sono in grado di trattenere i calciatori forti fino alla prima squadra. Noi abbiamo due giocatori giovani nel Borussia Dortmund, che il club tedesco se li prende e li fa giocare in prima squadra. Il Barcellona gioca sempre con due 2007 titolari in campo. La loro è una cultura. Il calcio non è più un gioco, ora è un business e le società devono stare attente a tutto. Le società non hanno incentivi per il settore giovanile, perché quando questi giovani arrivano ai sedici anni se ne vanno in squadre estere più blasonate. Io proposi di inserire una regola che obligasse tutte le squadre ad avere tre U21 tra i titolari".

Con una legge del genere cambierebbe il valore degli U21?
"Certo. Io mi sto rendendo conto che i giocatori forti, che abbiamo avuto, li abbiamo avuti quando c'era la regola dei tre stranieri e questi stranieri erano i più forti nelle squadre italiane. Ora abbiamo la maggior parte dei giocatori che sono stranieri, ma sono giocatori mediocri. In Germania e Spagna c'è la cultura del giovane e si fanno esordire sempre nuovi giovani calciatori. Nessuno vuole fare questa legge". 

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