I retroscena della svolta: gli incontri personali di Paratici, le date, le motivazioni. Così Kean, Fagioli e Mandragora hanno aiutato il Ds da dentro. Cambio di marcia del cervello viola e c’è una rivoluzione in arrivo…
Quattro buone partite consecutive dal 12 marzo, mica una, la Fiorentina forse non è più una specialista dell’inciampo. Ora indossa la tenacia come distintivo, insieme alla voglia di farcela al 100 per cento (cit). E se gli svenimenti in area _ tipo il gol di Esposito dopo 39 secondi _ ci ricordano il dark side di questo gruppo finito per mesi alla deriva, è giusto fare un po’ di ordine con le date per ricostruire un filo logico, dal disastro alla ripresa. E allora, occhio al calendario: il primo novembre Pradè si dimette, il 4 viene esonerato Pioli, l’8 arriva Vanoli, il 12 Ferrari e Goretti si presentano in conferenza stampa per assumere il comando, o comunque affermarlo. Da quanto comunicano, non c’è l’idea di rafforzare lo staff dirigenziale.
Sembra che chi è rimasto si stimi parecchio e alla ripresa dopo la sosta c’è il pareggio contro la Juve, ma poi arrivano 3 sconfitte consecutive: Aek, Atalanta. Sassuolo (quest’ultima con le turbolenze in campo e nello spogliatoio). Il ko interno contro il Verona (14 dicembre) convince probabilmente i vecchi dirigenti che è meglio cercarne uno nuovo. Un modo anche per proteggere se stessi, di fronte all’implosione in campo e fuori? Lo vedremo. Nella sua conferenza stampa di presentazione, Paratici poi confermerà di essere stato contattato quando la Fiorentina era ultima in classifica, con 6 punti. Dopo l’ok di massimo, il via libera del Tottenham è arrivato il 4 gennaio, a patto però di chiudere le operazioni di mercato in Premier per tutto il mese. E’ proseguito nel frattempo lo sbandamento, la Fiorentina ha perso in Conference a Losanna e nel dopo gara Vanoli si è confuso anche sul punteggio che sarebbe stato necessario per andare direttamente ai play off. Tempi grami assai.
La lunga premessa non serve per santificare chi non ne ha bisogno, ma ricordo di aver accolto da subito con piacere l’arrivo di un dirigente con grande esperienza come Paratici: ci voleva poco per capire che la crisi di identità partiva da lontano e la combriccola - dopo le dimissioni del vecchio Ds e il licenziamento di Pioli - stava annaspando, più che giocando. Era smarrita, più che coinvolta.
Paratici parla poco e fa molto, governa senza corona e abbiamo il forte sospetto - chiamiamolo così - che all’interno abbia trovato una situazione più compromessa di quella che si era inevitabilmente immaginata da lontano. E anche Vanoli ha potuto contare su un appoggio e maggiore sicurezza, mettendoci ovviamente del suo, avendo accanto un dirigente ascoltato dai giocatori. L’unico passaggio a vuoto - clamoroso - è stato quello di Udine, quando la Fiorentina ha cambiato modulo esponendo Rugani e se stessa a un’umiliazione francamente evitabile. Per il resto, a parte Parma e l’evitabile ansia contro lo Jagiellonia al ritorno, sono arrivate prestazioni in linea con una crescita di spessore manovrata e gestita dall’interno. La Fiorentina non è ancora salva, ma la strada è quella giusta in attesa di veder replicato contro le ‘piccole' (la prima è il Verona, alla ripresa del campionato) lo stesso atteggiamento visto contro l’Inter.
Paratici ha incontrato tutti i giocatori, separatamente, ascoltandoli e motivandoli. Ha voluto guardarli negli occhi e si è appoggiato principalmente quelli di loro che conosceva bene e avevano motivi per fidarsi, avendolo frequentato e visto al lavoro nella Juve: Kean, Fagioli, Mandragora. Parlando con tutti gli altri, è possibile che abbia aggiunto anche proiezioni sul prossimo mercato, non mancandogli la possibilità di valutare desideri in ottica conferma, oppure uscita. La verità è che si prepara una stagione di grandi rivoluzioni, non solo a livello di gruppo squadra: una volta raggiunta la salvezza – mantenendo una porticiona aperta per il finale di Conference che potrebbe ulteriormente cambiare la prospettiva - Paratici sceglierà i nuovi punti di riferimento. E avendo vissuto il calcio ad alto livello, non gli è mancata la possibilità di confrontarlo con la realtà trovata a Firenze, non solo per quanto riguarda la qualità del gruppo squadra. Dal carrarmato alla spider, si spera, con più leggerezza e il vento nel gioco.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
© 2026 firenzeviola.it - Tutti i diritti riservati
