Brava Fiorentina, il punto è d'oro. La crescita c'è: 20 punti nel 2026. Ndour vive un momento felice. Per i viola la settimana più bella. Salvezza possibile con questa mentalità
La settimana più bella, su questo poche discussioni. Trionfo a Cremona, passaggio del turno europeo in Polonia, pari rotondo con l’Inter che, beninteso, è in testa al campionato con 6 punti di vantaggio sul Milan. D’accordo i nerazzurri sono al centro di una crisi, le cui dimensioni saranno più chiare tra un po’, visto che nelle ultime 4 partite (una in Coppa Italia) ne hanno pareggiate 3 e persa una, ma questo non toglie un grammo di merito alla Fiorentina. Ad un certo punto, dopo il pareggio di Ndour, per una decina di minuti, i viola hanno dato anche la sensazione di vincere. Mentre durante il recupero ci sono state un paio di mischie in area viola che potevano essere pagate a caro prezzo. De Gea al 95’ ha fatto una parata decisiva su Pio Esposito, dopo che nel primo tempo aveva avuto forti indecisioni. Lo spagnolo tra i pali resta un gatto, fuori un passerotto.
Purtroppo, però, la Fiorentina ha iniziato malissimo la gara: dopo 40 secondi il cross di Barella non ha trovato un Ranieri reattivo su Pio Esposito, mentre De Gea è rimasto inchiodato sulla linea di porta. La girata di testa del ragazzo prodigio del calcio italiano è stata letale. La Fiorentina ha accusato il colpo e ha rischiato di beccare un altro gol sempre da Pio Esposito che sembrava scatenato. Passata, però, la burrasca e i viola hanno avuto il merito di resistere alle ondate dell’Inter, la sfida ha cambiato volto. La Fiorentina ha cominciato a giocare. La difesa ha tirato fuori gli artigli e la manovra è stata fluida ed efficace, ma purtroppo l’endemica difficoltà a trovare la porta avversaria ha avuto nuove conferme. Gudmundsson, su un cioccolatino di Dodò, di testa ha messo al lato da pochi metri e Kean, servito splendidamente da Brescianini, quasi sulla linea non ha inquadrato lo specchio, mettendo in scivolata la palla accanto al palo. Il centravanti è andato spesso in fuorigioco anche se si è battuto coi centrali dell’Inter con grande determinazione, ma la la precisione in zona gol non è più sua compagna. L’inizio della ripresa è stato all’insegna dello studio, poi la Fiorentina è uscita e ha compreso che l’Inter era in difficoltà. I viola hanno spinto facendo capire al Franchi, che tifava con tutta la voce, che il gol era nell’aria. E infatti è arrivato con Ndour. A proposito: questo centrocampista vive un momento felice e ha preso confidenza col gol. Dopo un anno finalmente sta dimostrando di avere delle qualità.
La strada per la salvezza è lunga, esiste un mini campionato a tre con Cremonese e Lecce, ma la Fiorentina sembra aver preso più consapevolezza. Con questa nuova mentalità, esibita anche con l’Inter, la permanenza in serie A dovrebbe concretizzarsi. C’è pure una condizione fisica invidiabile. Nel finale di partita l’Inter si è mostrata meno brillante dei viola, eppure aveva riposato di più.
Il lavoro di Vanoli si comincia a vedere, negarlo sarebbe poco onesto dal punto di vista intellettuale: nel 2026, cioè nei primi 3 mesi di campionato, la Fiorentina ha fatto 20 punti sui 29 totali che ha in classifica. Un mattone dopo l’altro, in mezzo a qualche turbolenza. Questo è stato il metodo per costruire un percorso. I numeri gli stanno dando ragione anche se il traguardo è ancora molto lontano. Ma la Fiorentina che ha affrontato l’Inter merita applausi.
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