L'arrivo di Solomon spacca i tifosi viola. "Rissa" politica e tifo diviso
L'edizione odierna de La Nazione parla della polemica che si è scatenata attorno all'arrivo di Manor Solomon, da ieri ufficialmente giocatore della Fiorentina. A dare il via alla "rissa" politica a causa delle posizioni del calciatore sul conflitto tra Israele e Hamas in Palestina, è stato Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana e assessore alla cultura di Sesto Fiorentino, che sul proprio profilo Facebook ha scritto: "È stato ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina. Non sei il benvenuto a Firenze. Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina".
Da qui le risposte del console onorario d'Israele Marco Carrai che non le manda a dire e paragona questo atteggiamento a chi ha spinto gli ebrei nei forni crematori ritenendosi innocenti, fino alle parole di sdegno anche dal centrodestra con il vicepresidente del consiglio comunale di Firenze Alessandro Draghi che in una nota scritta assieme al collega capogruppo a Sesto Stefano Mengato si chiede "che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza?".
Manor Solomon non ha fatto in tempo a sbarcare a Peretola che già aveva spaccato anche i tifosi della Fiorentina. Una spaccatura profonda tra chi preferisce giudicare il calciatore per quelle che saranno le sue prestazioni in campo e chi, a prescindere, non vuole vederlo indossare la maglia viola. Nel mondo social - conclude il quotidiano - un paio di pagine Instagram molto seguite dai tifosi, 999_Fiorentina e Suffering Fiorentina, hanno preso una posizione netta di condanna della scelta della società.
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