Gonzalo: "La Fiorentina ha bisogno di Pellegrino. Fagioli quello che mi ha colpito di più"
Presente al Viola Park per il pranzo con gli ex viola nel giorno del Centenario della Fiorentina, Gonzalo Rodriguez, ex difensore e capitano del club ha parlato così ai media presenti: "È un regalo essere qua, quindi stiamo godendo questo momento. La cosa più importante è che ancora la Fiorentina si ricorda di noi. È passato tanto tempo, sembra ieri, perché quando siamo arrivati eravamo in un albergo a Bagno a Ripoli e oggi siamo ancora a Bagno a Ripoli. È sempre bello tornare e vedere tutta questa gente, fenomeni che hanno giocato nella Fiorentina. Per me è un lusso".
Come le sembra la Fiorentina che sta nascendo quest'anno?
"Ha bisogno di tempo. È una Fiorentina nuova, con tanti giocatori e un allenatore nuovi, quindi ha bisogno di tempo per conoscersi e trovare la propria identità. Sono state giocate solo due partite, quindi speriamo che oggi arrivi una vittoria, così festeggiamo tutti".
Che ne pensa di Mateo Pellegrino?
"È bravo, è un centravanti forte, alto. È importante perché la Fiorentina ha bisogno di un giocatore così".
Sono arrivati tanti giocatori nuovi. Chi l'ha colpita maggiormente?
"È difficile dirlo perché è appena iniziato tutto. A me quello che piace di più è Fagioli, è un giocatore completo. Quindi ci aspettiamo molto da lui".
Che aspettative ha per Franco Mastantuono?
"Franco è un giocatore che ha 19 anni, quindi ha ancora bisogno di adattarsi al calcio italiano. Non è facile per gli attaccanti, perché qui i difensori sono più duri e più forti. Ha bisogno di quel periodo di adattamento che hanno tutti i giocatori, a maggior ragione uno di 19 anni".
Voi avete trovato subito una vostra identità. Quanto è importante per questa Fiorentina?
"È importante perché, alla fine, è quello che ti permette di giocare tutte le partite allo stesso modo e di fare un bel calcio. È quello che è successo a noi. Ma ci vuole tempo. Non si può fare in una o due partite: l'allenatore ha bisogno di lavorare, sono arrivati tanti giocatori nuovi e l'adattamento al calcio italiano non è facile. Speriamo di vincere, perché i risultati ti fanno lavorare meglio. Quindi speriamo di vincere".
Il vostro gruppo, all'epoca, era molto unito. È ancora oggi il segreto di quella Fiorentina che ha fatto divertire tutti i tifosi?
"Sì, è importantissimo il gruppo: trovarsi bene con i compagni, lottare tutti insieme per un obiettivo, che è quello di far vincere la Fiorentina. Noi ce l'avevamo e speriamo che anche questa Fiorentina possa trovare questa unità di gruppo, perché è importantissima".
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