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Antognoni: "Centenario? Difficile che cambi idea: devo essere a posto con la coscienza"

Antognoni: "Centenario? Difficile che cambi idea: devo essere a posto con la coscienza"
Oggi alle 18:08Primo Piano
di Redazione FV
fonte a cura di Ludovico Mauro e Luciana Magistrato

Intervenuto questo pomeriggio presso il Teatro Giunti Odeon di Firenze, dove ha presentato la sua autobiografia scritta con Luca Calamai (testo dal titolo: "Una vita da dieci. La mia storia tra la Viola e l'Azzurro"), il capodelegazione della Nazionale Under-21 nonché bandiera della storia viola Giancarlo Antognoni ha così parlato ai media presenti: 

Giancarlo, siamo qui a Giunti per la presentazione del nuovo libro “Una vita da dieci”. Quale vita, se non la tua, da dieci?
“Una bella vita che ho avuto la fortuna di avere. Il dieci è il numero di maglia, ma anche la vita quotidiana per me è sempre stata da dieci. All’inizio, da adolescente, era una vita diversa, poi appena ho compiuto diciott’anni sono venuto a Firenze e da lì è cominciato il mio percorso calcistico e anche quello personale, fatto di amici, famiglia e tutte quelle cose che racconto in questo libro.”

Qual è la cosa più importante o più divertente che hai scritto nel libro? Cosa ti rappresenta di più?
“Mi rappresenta il fatto di essere riuscito praticamente da solo a costruire la carriera che ho fatto. Vengo da una casa di campagna e da lì si capisce come mi sono costruito. Oggi ricevo tanti attestati di simpatia e affetto anche perché, guardando la mia carriera, sono sempre rimasto a Firenze. I fiorentini mi giudicano anche per la fedeltà che ho dimostrato in tutti questi anni.”

“Una vita tra la Viola e l’Azzurro”: sono i due colori che ti identificano e quel numero 10 che ti ha reso famoso in tutta Italia.
“Sì, sono le due fasi della mia vita da calciatore che mi hanno permesso anche di migliorare come famiglia. Mi sono sposato giovanissimo, a 23 anni, poi sono nati i miei due figli e oggi si segue più la vita dei figli che il resto. Credo che questo titolo sia molto appropriato, perché come diceva Furio Valcareggi, per te quando ti alzi la mattina sei sempre da dieci. È tutto l’affetto di una città e dei fiorentini, non solo qui ma anche fuori Firenze. Evidentemente quello che ho seminato mi ha portato a questa situazione personale.”

A proposito di affetto: i tifosi sperano ancora di vederti al centenario della Fiorentina. Ci sono novità? Ci stai ripensando?
“Difficilmente cambio idea. Quando faccio una scelta, personale, di carriera o di vita, cerco sempre di rimanere coerente con quella decisione. A volte si può anche sbagliare, nessuno è infallibile. In questo caso la mia scelta è già stata fatta, anche se ho notato l’affetto dei tifosi che giustamente mi vorrebbero presente al centenario. Però è difficile che questo possa avvenire.”

Lasciamo però una porticina aperta?
“Sai quanta gente mi viene a dire che verrebbe a prendermi? Ma io devo essere a posto con la mia coscienza. Quando sarò a posto con quella, allora vedremo.”

Il numero 10 classico sembra sempre più raro nel calcio moderno. È davvero una specie in via d’estinzione?
“Non è un’estinzione, è cambiata la metodologia del calcio. Oggi è un calcio molto più fisico, i fantasisti soffrono e spesso gli allenatori preferiscono giocatori di quantità piuttosto che di qualità. Lo abbiamo visto anche ai Mondiali: molte squadre africane sono andate avanti grazie a una grande forza fisica, unita alla tecnica. È un segnale del fatto che il giocatore tecnico sta un po’ scomparendo.”

A proposito di Mondiali, chi vedi come favorita?
“Ho detto la Francia fin dall’inizio. Per me le favorite sono Francia e Spagna tra le europee, poi Argentina e Brasile, che sono sempre state protagoniste.”

Da capodelegazione dell’Italia Under 21, stai seguendo anche l’Under 19. Che giocatore è Liberali, che interessa alla Fiorentina?
“Liberali è un giocatore tecnico, un vero numero dieci. Ha fatto molto bene a Catanzaro e Aquilani lo ha valorizzato con un grande campionato. È un giocatore bravo e valido. Uno così può stare bene dappertutto: Fiorentina, Roma o Napoli, penso che troverebbe spazio ovunque.”

E su Koleosho?
“Koleosho è un giocatore interessante dell’Under 21. Se Baldini lo ha schierato sempre titolare vuol dire che è un giocatore bravo.”