TEMPISMO

18.01.2014 19:00 di  Iacopo Barlotti  Twitter:    vedi letture
TEMPISMO

Tre colpi in cinque giorni. La risposta - alla sfortuna - che Montella si aspettava da parte della società. Il tecnico viola, oggi in sala stampa, ha di fatto elogiato le mosse della proprietà. Matri, Anderson, Rosati: un forte attaccante che sostituisse Rossi (e Gomez finché non torna), un centrocampista di caratura internazionale, un portiere per sostituire Munua volato oltreoceano. "La società si è mossa bene, con tempismo" le parole di Montella alla vigilia dell'insidiosa sfida contro un battagliero e non rassegnato Catania.

Un tempismo quasi perfetto: perché se è vero che a Torino la Fiorentina ha sofferto l'assenza di un attaccante vero là davanti, in due giorni i viola hanno portato a Firenze Matri definendo l'accordo col Milan e col giocatore e ufficializzando il trasferimento mercoledì. Se avessero aspettato 48 ore in più, probabilmente, il Milan di Matri non si sarebbe privato - visto l'infortunio che terrà fuori Pazzini circa un mese. E così i rossoneri si sono ritrovati dall'avere un centravanti di troppo (Balotelli, Pazzini, Matri, oltre a Robinho) al ritrovarsi col giovane Petagna unica, vera, alternativa a SuperMario. Un aspetto da non trascurare, visto il probabile doppio Fiorentina-Milan in programma a inizio febbraio per le semifinali di coppa Italia.

Un Montella soddisfatto, insomma. "Beh, mi accontento e non mi accontento. E' il gioco delle parti - ha detto il tecnico -. Qualcos'altro si potrebbe fare... Noi comunque abbiamo le idee chiare". Impossibile, insomma, definire 'chiuso' il mercato viola quando mancano due settimane alla fine delle trattative. Da qui al 31 gennaio gli uomini mercato gigliati andranno a caccia di occasioni per migliorare ancora questa squadra, anche se il ruolo dove intervenire resta top-secret. Domani intanto comincia il girone di ritorno. L'inizio di un lungo tour-de-force che vedrà i viola impegnati quasi ogni tre giorni fra campionato e coppe. Perché la Fiorentina si ritrova competitiva su tre fronti. Più forte anche della sfortuna.