Il piatto piange, anche in attacco. Contro l’Atalanta urgono rimedi
Archiviato il k.o. di San Siro è forse persino una fortuna tornare in fretta in pista. Il calendario mette di fronte l’Atalanta di quel duo Sarri-Giuntoli che per qualcuno sarebbe potuto cimentarsi in viola, alternativa a una realtà che ha invece portato Paratici al Viola Park più o meno una decina di mesi fa. Il modo in cui i viola sono caduti al tappeto sotto i colpi nerazzurri (a un passo dal gong finale) rischia di palesarsi nei peggiori incubi, e allora forse è meglio pensare ai 15 gol incassati dai prossimi avversari che piazzano l’Atalanta all’undicesimo posto delle difese di serie A.
Non un aspetto che consoli troppo, sia se messo in parallelo con i 19 al passivo di De Gea e compagni che paragonato ai 9 gol segnati dai viola comunque inferiori ai 14 nerazzurri. Sotto questo profilo la squadra di Vanoli paga un mancato apporto dall’attacco che vede Mastantuono a quota 3 reti, Pellegrino fermo a 2 gol in campionato e tutti gli altri ancora a secco (coppa Italia esclusa) da Njie a Gnonto fino a Gonçalves. Un deficit realizzativo sul quale intervenire sfruttando le difficoltà di una retroguardia, quella di Sarri, reduce comunque da un poker di reti al passivo rimediate nella sfida col Frosinone.
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