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Un mercato smentito dagli allenatori, il percorso immaginato da Paratici è (per ora) in forte salita

Un mercato smentito dagli allenatori, il percorso immaginato da Paratici è (per ora) in forte salitaFirenzeViola.it
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Oggi alle 00:00Copertina
di Tommaso Loreto
Il ds parla di percorso appena all’inizio, ma mentre la figura del tecnico già traballa sono le risposte dal campo a mettere in discussione le operazioni estive

Tocca accontentarsi dei concetti riferiti, in fretta e furia, poco prima delle partite. In casa viola non è cambiata l’abitudine di riferire le proprie visioni solo prima del fischio d’inizio e mai a cose fatte, momento nel quale anche a Milano è stato Vanoli a esporsi con le proprie tesi. E se da un lato restano irrisolte alcune questioni che il campo evidenzia, al pari di alcune responsabilità del tecnico nella lettura delle gare, dall’altro le difficoltà di questo inizio di stagione (così simili a quelle di un anno fa) chiamano in causa inevitabilmente dirigenza e mercato, nella figura del ds Paratici plenipotenziario al momento delle scelte in estate. 

Un percorso tutto ancora da definire

Ancora domenica Paratici ha riferito il percorso immaginato mesi fa, una strada nuova da percorrere attraverso nuove idee e nuove figure. Insediatosi nel febbraio scorso il dirigente ha ristrutturato vari ambiti del mondo viola, ma soprattutto ha rivoltato la squadra. Dei 5 arrivi del gennaio scorso, tuttavia, solo uno (Brescianini) ha proseguito la sua avventura in viola, mentre in estate la rivoluzione è stata ancora più massiccia con 13 volti nuovi. Al quadro di totale restyling va poi aggiunto il doppio cambio sulla panchina con la transizione Vanoli-Grosso terminata con il ritorno del tecnico protagonista della scorsa salvezza. Insomma, è doveroso concedere tempo a un progetto nuovo, altrettanto interrogarsi se le basi gettate non siano insufficienti, ad ora, a cambiare l’inerzia (negativa) della passata stagione e ad allontanare la Fiorentina da una lotta per la salvezza che non può essere la normalità.

Cambiamenti che si fanno attendere

Sotto questo profilo, al di là di un rapporto con l’ambiente che il club gestisce a corrente alternata, alcune situazioni mettono in luce un’organizzazione ancora incerta, almeno nella gestione di profili di spessore arrivati in estate come nei casi di Atta e Oulai. Il francese considerato un po’ il gioiello del mercato si è fermato per un sovraccarico dopo che durante le tre settimane di sosta l’obiettivo era quello di portarlo al top della condizione (e stesso dicasi per un minutaggio di Gonçalves non ancora completo) l’ivoriano diventato ormai un caso, lontano dal gruppo dai titolari e reduce da 180 minuti filati in panchina senza l’opportunità di entrare in campo

Le scelte dalla panchina e il mercato estivo

E proprio le scelte, oggi di Vanoli ma ieri di Grosso, sembrano più di eventuali critiche smentire il mercato di Paratici, perché dei 13 innesti costati svariate decine di milioni praticamente il solo Jimenez sta rendendo con continuità. Nella peggior difesa del campionato Viery stenta sia da terzino sinistro che da centrale come avvenuto a San Siro, quanto ai terzini l’assenza di alternative ha reso più pesanti le responsabilità su Valdepenas, mentre oltre a un Dragusin altalenante di Joao Mario si sono perse le tracce. Detto del centrocampo che ancora domenica contro l’Inter era quello dell’anno scorso, sulla trequarti Mastantuono è costantemente sostituito mentre né Njie né Gnonto si sono imposti tra assist o reti, più o meno in linea con quanto sta capitando a Beto e Pellegrino che Vanoli prova ad alternare. Insomma che fosse Grosso ad aver difficoltà nell’allenare, o Vanoli oggi alle prese con una ripartenza in salita, è anche su come e quanto gli allenatori stanno premiando il mercato estivo che Paratici dovrà interrogarsi. Per capire come correggere il tiro, magari già nella finestra di gennaio.