Sulla carta un sfida proibitiva, in campo un'occasione per mostrare attributi e non assuefarsi alle sconfitte

Sulla carta un sfida proibitiva, in campo un'occasione per mostrare attributi e non assuefarsi alle sconfitteFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Tommaso Loreto
In pochi sperano di far punti in una gara, quella contro l'Inter, sulla carta molto complicata. Ma il gruppo viola ha il dovere di cercare la miglior prestazione possibile per non assuefuarsi alla sconfitta

C’è una premessa alla sfida di oggi a San Siro che non può far felice nessuno, e ha il sapore dell'accettazione di una sconfitta che, sulla carta, può anche starci. Che la Fiorentina parta sfavorita davanti ai campioni d’Italia dell’Inter è semplicemente un dato di fatto, qualcosa di puramente naturale per la storia della serie A, ma che la gara di Milano non debba lasciar tracce a prescindere dal risultato è puro masochismo o, se vogliamo, la conferma di un'assuefazione a traguardi dai confini sfumati

La prestazione prima di tutto

In questo ci permettiamo di sottolineare che una squadra come quella viola, scivolata al penultimo posto in classifica in virtù di un’unica vittoria, un pareggio e ben 5 sconfitte, ha invece il dovere di rincorrere quella qualità che tutti avevano pronosticato durante il mercato estivo. Insomma, nessuno si aspetta di vincere a mani basse contro i nerazzurri, ma che il gruppo di Vanoli dimostri progressi assolutamente sì. Fosse solo riuscendo a restare in partita per 90 e passa minuti senza uscire mentalmente dal campo come il tecnico ha raccontato dopo il k.o. interno con il Como.

L'anno di costruzione

Anche perché è un po’ tutto il mondo viola ad aver bisogno di un risultato positivo, per non parlare di una scossa che interrompa il torpore degli ultimi giorni. In assenza di interventi diversi da quelli dell’allenatore è inevitabile notare un calo degli entusiasmi che avevano contraddistinto l’estate, e dal canto suo la società non sembra voler alimentare un rapporto con la propria gente che pare espletarsi solo e soltanto quando la Fiorentina va in campo a giocare. Il concetto di un anno da vivere osservando la costruzione di un ciclo nuovo, affidato alle parole del tecnico, del resto è stato assimilato persino con rassegnazione

La terza componente

Sotto questo profilo viene in mente quel riferimento alle varie componenti dell’universo pallone che un uomo saggio come Cesare Prandelli ha sempre citato. Considerate società e squadra Prandelli ha sempre tirato in ballo una terza componente, quella del pubblico, che se gestita adeguatamente può diventare un punto di forza determinante, ma che se ignorata rischia di diventare un boomerang. Un rischio che la Fiorentina ha corso più volte negli anni e che sta correndo anche oggi, in un avvio di campionato così deludente che in pochi si ritrovano a sperare di tornare indenni da San Siro.