DIFFICILMENTE MIGLIORABILE

23.01.2012 00:30 di Tommaso Loreto  articolo letto 3189 volte
© foto di Federico De Luca
DIFFICILMENTE MIGLIORABILE

Ormai tre anni fa, di questi tempi, in casa Fiorentina si cominciavano a intravedere i segni del tempo. Il rapporto con Prandelli che volgeva al termine, l'addio di Diego Della Valle alla Fiorentina, e un club che per un infinito interregno si sarebbe ritrovato senza presidente. Su quelle ceneri, qualche mese più tardi, si spese il termine ciclo per una nuova, prima volta. La fine del precedente e, appunto, l'inizio di un nuovo ciclo.

Nel gennaio 2012 la Fiorentina si ritrova a fare i conti con l'ennesimo record negativo collezionato nell'era Della Valle. I 22 punti con i quali i viola chiudono il girone d'andata, fanno il paio con il picco negativo di presenze al “Franchi” in una clamorosa rincorsa ai record negativi che ormai contraddistingue le ultime due stagioni. E solo la voglia di non affondare troppo il coltello nella piaga impedisce di approfondire ulteriormente l'evoluzione, o meglio l'involuzione, che vede protagonista la Fiorentina.

Ma è di certo un picco da registrare, quello che ha visto la Fiorentina rinunciare a priori all'opportunità di giocarsi tre punti a Cagliari. Presentando una squadra completamente sguarnita di attaccanti, per la quarta volta consecutiva, e orfana pure dell'unico reale marcatore attuale. Un vero e proprio colpo di genio della società che ha di fatto scoperchiato le nuove magagne di scelte e decisioni i cui frutti, oggi, sono di fronte agli occhi di tutti.

E' paradossale, in altri termini, che in momento come quello che attraversava la Fiorentina soltanto un mese fa, si sia pensato di rendere il cammino ancora più irto con una sorta di vera e propria smobilitazione del parco attaccanti senza, ad oggi, fornire alternative al tecnico. Certo, pur sempre una scelta in linea con il bisogno di rientrare sui costi e mantenere le logiche di bilancio, ma anche un evidente ridimensionamento che, ormai, prosegue da due anni.

Ecco il punto, il ridimensionamento degli obiettivi e della realtà Fiorentina. Un aspetto che la dirigenza si guarda bene di evidenziare, nascondendosi dietro a votazioni fin troppo generose (ultima quella del presidente esecutivo, ieri a Cagliari), deleghe sempre più diffuse nella gestione, scelte di mercato discutibili, fantomatici "patti con la città" e scarsissima programmazione. Tutti evidenti concause della pochezza vista in campo a Cagliari. Fattori che però non sembrano far ricredere nessuno. Tantomeno sull'eventuale senso da dare a tutto il girone di ritorno. Del resto, prendendo in prestito ulteriori dichiarazioni arrivate ieri dal dopo gara di Cagliari, c'è chi pensa davvero che questa Fiorentina sia....difficilmente migliorabile.