CONSOLAZIONE

08.02.2020 20:00 di Tommaso Bonan   Vedi letture
© foto di Federico De Luca 2020
CONSOLAZIONE

Alla fine bastano poche parole, come quelle pronunciate da Rocco Commisso. Perché la gara, al di là di tutto quello che si è detto durante la settimana, ha confermato una realtà da cui ad oggi è ancora difficile scappare. La Fiorentina c'ha provato, ha lottato, ma alla fine si dovuta arrendere davanti ad una squadra che non a caso - tra pochi giorni - affronterà il doppio impegno di Champions contro il Valencia. "Ovviamente ognuno vuole sempre vincere ma devo accettare la classifica. Stiamo investendo molti soldi e saranno di più se ci fanno fare lo stadio. Andiamo avanti e si vedrà". Il presidente viola è lucido nell'analisi. Del resto, questa Fiorentina al netto degli investimenti di gennaio, resta un cantiere apertissimo.

E allora, a cosa aggrapparsi? Reazione dei tifosi a parte - elogiati giustamente da tutte le componenti -, restano impressi la buona prova di Igor (la seconda dopo quella con la Juventus) e il gol di Federico Chiesa. I numeri e le statistiche riguardanti la sfida, prima del fischio d'inizio non erano certo rassicuranti, se si pensa che Ilicic e Muriel (da soli) contavano più gol di quelli messi a segno dall'intera Fiorentina. E il risultato finale, per forza di cose, ha certificato il tutto.

I numeri, dicevamo. Quello di oggi è solo il terzo sigillo da fuori area di Federico Chiesa in Serie A: due di queste reti sono arrivate contro l'Atalanta. Ma in un pomeriggio amaro sotto il profilo del risultato, può essere utile guardare oltre il gol, oltre ai meri numeri, e accendere una piccola luce sull'abbraccio raccolto dallo stesso giocatore al momento dell'esultanza. Un gesto già visto in passato, se pure con altri protagonisti e sicuramente in differenti situazioni. Sotto questo punto di vista, progetti di rinnovi e futuri incontri a parte, il gesto ha rappresentato un passo in avanti rispetto alle acque agitate della scorsa estate. "Oggi l'ho visto bene, con tanto entusiasmo". Commisso, insomma, prova a sorridere, così come ha fatto Chiesa correndo verso i propri tifosi. E vista la classifica di oggi, è già qualcosa.