Zauli punta su Dragusin: "Ha passato anni difficili ma può tornare ad alti livelli"
Fagioli, Oulai, Dragusin e anche Paratici. Sono diversi i protagonisti della Fiorentina attuale sui quali Lamberto Zauli si è soffermato questa mattina ai microfoni di Lady Radio. L'ex allenatore della Juventus Primavera e della Next Gen ha parlato soprattutto di alcuni giocatori già allenati durante la sua esperienza in bianconero, partendo da Nicolò Fagioli e dal suo rendimento nelle ultime uscite della squadra di Paolo Vanoli: «Fagioli ha giocato il girone di ritorno della scorsa stagione con grande personalità e anche in queste prime partite dell'anno lo vedo tra i migliori in campo. Contro il Venezia, per esempio, è stato imprescindibile». Zauli si sofferma anche sull'assenza del centrocampista dalla Nazionale: «Fa piacere vedere altri ragazzi che hanno avuto visibilità, ma Fagioli ha già dimostrato tanto. Ora dovrà riprendersi il posto con grandi prestazioni e lavorando bene in allenamento».
Secondo Zauli, il centrocampista può rappresentare il riferimento attorno al quale costruire la mediana viola: «Non è un classico intenditore, ma legge molto bene le traiettorie del pallone e può giocare in tutti i ruoli del centrocampo». Per capire se possa essere impiegato più avanti, aggiunge, sarà però necessario valutare anche le caratteristiche del giocatore che agirà alle sue spalle. La conclusione è netta: «Per quello che vedo, Fagioli resta il punto fermo. Sarà Vanoli a scegliere chi affiancargli».
Capitolo Oulai. Zauli vede possibile una convivenza con Fagioli e sottolinea le qualità del giovane centrocampista: «Possono assolutamente coesistere, perché hanno caratteristiche complementari. Oulai non sa fare solo interdizione, ma ha rapidità anche quando conduce la palla». Allo stesso tempo serve pazienza: «È molto giovane, si trova in un campionato e in una realtà completamente nuovi e avrà bisogno di più tempo rispetto ad altri. Ma con Fagioli può formare una coppia capace di giocare e fare la differenza».
E su Fabio Paratici: «È un dirigente competente, con grande esperienza e con uno sguardo a 360 gradi su tutto il mondo bianconero. Quando allenavo le squadre subito sotto la prima squadra era sempre molto vicino a noi». Un'attenzione al settore giovanile che, secondo Zauli, aveva anche un valore per i calciatori: «Per i ragazzi era una presenza importante, perché li faceva sentire parte integrante della società e vedevano in lui una possibilità concreta di avvicinarsi alla prima squadra».
Infine il giudizio su Radu Dragusin, alle prese con la necessità di ritrovare continuità dopo gli ultimi anni complicati: «L'infortunio non lo ha aiutato e negli ultimi anni non ha avuto la possibilità di disputare un campionato completo. Per un giocatore con la sua fisicità, stare fermo così a lungo non è semplice». Zauli vede però nella Fiorentina l'occasione per tornare ai suoi livelli: «La continuità che sta trovando può aiutarlo ad alzare il livello delle prestazioni. La sua fisicità è una caratteristica importante». E conclude ricordando il difficile passaggio dal Genoa alla Premier League e il lungo stop: «Ha passato anni complicati, ma conosco il ragazzo e so che ha la determinazione per riprendersi quello che ha perso con l'infortunio».
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