VALENTINI, Si pensi soluzioni alternative per Serie A

25.03.2020 19:20 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
VALENTINI, Si pensi soluzioni alternative per Serie A
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© foto di Federico De Luca

A parlare dei temi del momento a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato l'ex dirigente Figc, Antonello Valentini.

Che ne pensa dei casi di giocatori andati via dall'Italia?
"Era legittimo, ma non condivido. E' un problema di serietà. Non ho apprezzato certe cose, anche se in taluni casi c'erano problemi specifici. Quando torneranno in Italia, dovranno stare in quarantena. I giocatori si assumono la responsabilità di quello che hanno fatto e nel caso devono essere perseguiti. Non c'entrano le società".

Il futuro del campionato. Cosa accadrà?
"Mi auguro che il campionato possa finire regolarmente, anche se c'è da vedere i tempi. A deciderlo saranno gli scienziati e il virus. La Federazione ha un ruolo di coordinamento per l'organizzazione dei campionati complessiva. Spero non tornino le sceneggiate viste settimane fa tra i presidenti di Serie A. Ancora ieri ho visto il dibattito tra Agnelli e Lotito. Le Leghe e la Federazione hanno il dovere di creare dei piani, per capire come riprendere quando sarà possibile. Il problema però ora non è quando riprendere ma se si riuscirà a riprendere. Bisogna preparare tutte le ipotesi alternative. La grande sfida sarà quella di conciliare tutti gli interessi: campionati, coppe e i diritti delle squadre nazionali".

Taglio degli stipendi: quale deve essere il ruolo della Federazione?
"Sta agendo su due fronti: essere sintesi delle varie posizioni, da portare all'attenzione del ministro Spadafora, per revisione della legge Melandri e di altri aiuti. Per quanto riguarda gli stipendi, siamo in presenza di contratti privatistici. Anche il sindacato calciatori può dare orientamenti, ma ci vuole la volontà di ciascuno per procedere ad una decurtazione dell'ingaggio. All'estero in alcuni campionati, dei club stanno pensando a soluzioni del genere. Spero che l'Aic faccia la sua parte. La Serie A però è un conto, ma ci sono giocatori di B e C che guadagnano molto meno. Chi guadagna di più, ha il dovere di fare di più".