Parla l'architetto dello Stadio dell'Arezzo: "Vi spiego le differenze tra noi e il Franchi"
Nel corso della trasmissione Stadi 5.0 in onda su Dazn ha preso la parole anche l’architetto Carlo Antonio Fayer, il quale ha parlato in modo approfondito dei piani infrastrutturali dello stadio Franchi, dello Stadio Dall'Ara, ma anche di quello dell'Arezzo, del quale si occupa. L’architetto coordina infatti un gruppo di tecnici formato da M28 Studio, Spsk Studio e Speri S.p.A. Queste le sue parole: “Firenze e Bologna, con i loro progetti, fanno da contraltare ad Arezzo. In quest’ultimo caso il Comune ha concesso alla società sportiva la possibilità di intervenire privatamente. La nuova normativa sugli stadi offre varie opzioni agli enti locali: possono cedere il diritto di superficie, come succederà ad Arezzo, oppure arrivare anche alla vendita dell’impianto. Il vero nodo resta però quello delle risorse economiche, che i Comuni spesso non hanno per ammodernare le strutture e renderle più efficienti. A mio avviso, inoltre, non dovrebbe essere nemmeno responsabilità del settore pubblico occuparsi di questi interventi. Va ricordato che le ultime grandi ristrutturazioni finanziate con fondi pubblici risalgono ai tempi di Italia ’90. Da allora, quanti stadi sono stati costruiti ex novo? Praticamente solo quello di Messina. Tutti gli altri – da Torino a Bergamo, passando per Udine e Reggio Emilia – sono nati grazie a investimenti privati. Il caso della Juventus dimostra chiaramente come uno stadio di proprietà possa portare benefici sia economici sia sportivi. A Roma, invece, si sono susseguiti diversi progetti senza risultati concreti: si spera che questa volta quello di Pietralata possa finalmente andare in porto".
Sul futuro stadio dell'Arezzo: "Lo stadio è prima di tutto un luogo spirituale, che può, in seguito, anche assumere una funzione commerciale, ma mai il contrario. Ad Arezzo l’attenzione principale è stata proprio quella di preservare l’identità. Per questo si è scelto di non abbandonare mai l’impianto durante i lavori. Parallelamente è stato avviato un percorso partecipativo, coinvolgendo tutte le componenti del pubblico, inclusi i gruppi organizzati dei tifosi. Per realizzare uno stadio in stile inglese è fondamentale garantire due aspetti: da un lato comfort, praticità e qualità dell’esperienza per gli spettatori; dall’altro una fruibilità continua durante tutto l’anno. Conta molto anche l’inserimento nel tessuto urbano: ad Arezzo l’impianto si trova nella cittadella dello sport e diventerà una sorta di spazio pubblico centrale, in collegamento con le altre strutture sportive. Questo sarà possibile grazie alla presenza di attività commerciali e ristoranti sempre aperti. Inoltre, lo stadio sarà progettato con criteri di sostenibilità, includendo pannelli fotovoltaici per l’autonomia energetica e sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane".
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