La relazione di Gravina: le sue proposte per il rilancio del calcio italiano

La relazione di Gravina: le sue proposte per il rilancio del calcio italianoFirenzeViola.it
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Oggi alle 15:45News
di Redazione FV

Precedentemente alle sue dimissioni, l'ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, aveva preparato una relazione scritta riguardante le sue idee che avrebbero avuto come obiettivo la ricostruzione del calcio italiano. Il testo era stato preparato dopo la mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale 2026 per un’audizione parlamentare poi successivamente annullata, viste le sue dimissioni. Nonostante ciò, il documento è stato ugualmente diffuso per alimentare il dibattito sullo stato del calcio italiano. Di seguito una sintesi della stessa relazione di 12 pagine scritta da Gravina.

Problemi strutturali del sistema calcio italiano

1.Scarso utilizzo di giovani e calciatori italiani

- La Serie A presenta un’età media elevata rispetto agli altri campionati europei.
- Gli stranieri occupano la maggior parte dei minuti giocati.
- Il numero di calciatori italiani impiegati stabilmente è ridotto.
- L’Italia è tra gli ultimi Paesi per valorizzazione economica dei giovani.
- Pochi club italiani sono tra i migliori per sviluppo di talenti.
- L’impiego di Under 21 italiani è estremamente basso.

2. Calo della qualità tecnica e sviluppo dei talenti

- Inferiore intensità fisica rispetto ad altri campionati.
- Velocità del gioco più bassa.
- Minor numero di dribbling e progressiva diminuzione nel tempo.
- Minore aggressività nelle fasi di pressing.
- I giovani italiani, pur ottenendo risultati a livello giovanile, trovano meno spazio nei club rispetto ai coetanei stranieri.

3. Squilibrio economico del sistema

- Perdite annuali rilevanti per il calcio professionistico.
- Forte impatto negativo del periodo Covid.
- Elevato livello di indebitamento complessivo.
- Aumento del costo del lavoro, soprattutto nelle categorie inferiori.
- Crescita significativa delle commissioni agli agenti.
- Numero molto alto di club professionistici.
- Numerosi casi di fallimenti e penalizzazioni negli ultimi anni.

4. Ritardo infrastrutturale

- L’Italia è indietro nella costruzione e nell’ammodernamento degli stadi.
- Gli investimenti sono sostenuti quasi esclusivamente dai club.
- Il supporto pubblico è limitato rispetto ad altri eventi sportivi.

5. Problemi di governance e coordinamento

- Sistema decisionale frammentato con molti soggetti coinvolti.
- Sovrapposizione di competenze tra Federazione, Leghe e istituzioni.
- Difficoltà nell’attuare riforme condivise.

Vincoli normativi e istituzionali

1. Legislazione sul lavoro sportivo

- L’abolizione del vincolo sportivo ha inciso sulla gestione dei vivai.
- Si tratta di una normativa statale, non federale.

2. Autonomia delle Leghe

- Le Leghe hanno ampi poteri organizzativi.
- Le riforme richiedono accordi complessi e maggioranze qualificate.

3. Limiti normativi europei

- Non è possibile imporre quote di calciatori italiani.
- I vincoli derivano dal principio della libera circolazione dei lavoratori.
- Anche alcune regole UEFA sono oggetto di limiti giuridici.

4. Altri vincoli operativi 

- Il calendario è gestito autonomamente dalle Leghe.
- Il sistema arbitrale gode di ampia autonomia.

Altre criticità settoriali

Calcio femminile

- Il passaggio al professionismo ha aumentato i costi.
- I ricavi restano inferiori alle spese.
- Il sostegno pubblico è limitato rispetto ad altri Paesi.

Infrastrutture e investimenti

- Procedure lente e mancanza di finanziamenti pubblici significativi.
- Ritardi nei progetti legati a Euro 2032.

Le proposte di intervento di Gravina

- Destinare una quota delle entrate delle scommesse al calcio.
- Introdurre incentivi fiscali per investimenti su giovani e infrastrutture.
- Ripristinare agevolazioni fiscali per attrarre professionisti dall’estero.
- Rivedere il divieto di sponsorizzazioni legate alle scommesse.
- Sostenere la costruzione e l’ammodernamento degli stadi.
- Incrementare il supporto al calcio femminile.
- Riconoscere le federazioni come imprese sociali.
- Riformare il sistema dei campionati e del settore giovanile.
- Intervenire sul sistema arbitrale.