Tre vittorie in campionato e il sogno di un trofeo nell'anno del centenario. Poi via alla rivoluzione totale: in estate cambierà tutto. Paratici dovrà essere protagonista, la Fiorentina dovrà essere ricostruita, ma il budget sarà ristretto
La vittoria contro il Verona ha avuto un peso specifico enorme. La Fiorentina non meritava i tre punti, ma poco importa, visto che al netto delle tante prestazioni insufficienti di questa stagione la squadra viola è ancora a credito con la fortuna, eccome. Serve anche quella, soprattutto in gare così importanti, e a conti fatti adesso la salvezza è davvero vicina. Mancano sette partite alla fine del campionato e serviranno tre vittorie per avere la certezza di aver centrato l'obiettivo più importante. Probabilmente ne basteranno anche meno, ma con nove punti in più la retrocessione verrebbe scongiurata al 100%. Oltre a questo ci sono però altre partite che possono trasformare quest'annata da incubo in una favola pazzesca, e il riferimento va chiaramente alla Conference League.
Giovedì a Londra contro il Crystal Palace la Fiorentina affronterà quello che probabilmente è l'avversario più temibile nella competizione europea, anche perché, ed è giusto ricordarlo, gli inglesi avrebbero dovuto disputare l'Europa League, dopo la vittoria dell'FA Cup della scorsa stagione, salvo poi essere retrocesso in Conference, con il Nottingham Forest che venne invece promosso. Il motivo? Il Crystal Palace e il Lione avevano violato i criteri di multiproprietà, risolti poi con la rinuncia da parte di John Textor di tutti i ruoli dirigenziali all'interno della società inglese. Storie della scorsa estate, che oggi ci interessano il giusto, ma la certezza è che per eliminare i rossoblù servirà la miglior Fiorentina. Per capirci, quella che abbiamo visto prima della sosta contro l'Inter, o quella capace di battere Bologna e Como in trasferta in questo girone di ritorno di Serie A.
Prima il Crystal Palace, poi l'eventuale semifinale con l'obiettivo di centrare l'ultimo atto per la terza volta negli ultimi quattro anni, sperando e pretendendo un epilogo diverso rispetto alle due precedenti finali, perse contro West Ham e Olympiacos nel 2023 e nel 2024. Salvezza, obiettivo trofeo nell'anno del centenario della società e poi? Poi sarà rivoluzione totale.
Pochi dei giocatori attualmente in rosa hanno infatti meritato di vestire la maglia della Fiorentina anche nella prossima stagione e il lavoro che dovrà fare Fabio Paratici sarà di quelli tanto importanti quanto complicati. Il direttore sportivo viola, al suo primo vero e proprio mercato Firenze, dovrà essere protagonista. Servirà tutta la sua esperienza, serviranno tutti i rapporti che il dirigente si è costruito nel corso della sua importantissima carriera. Anche perché il budget a sua disposizione sarà ristretto, contando anche tutti i soldi che usciranno automaticamente a fine campionato in caso di salvezza, dato che alcuni prestiti con diritto di riscatto si trasformeranno in obblighi. Lo sappiamo bene.
A prescindere da questo il gruppo dovrà essere stravolto, dopo aver scelto con attenzione quello che sarà il sostituto di Paolo Vanoli, destinato ad andare altrove qualsiasi sia il finale di questa stagione. Paratici sta già lavorando, in tutti i sensi, e mentre la Fiorentina si sta preparando al finale di campionato, sta gettando le prime basi per il futuro. Prima salvezza e Conference, poi la rivoluzione: l'agenda è stata compilata, i prossimi mesi saranno di fuoco, sia in campo che dietro le scrivanie dei dirigenti.
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