Tre assenze pesanti, due protagonisti: il successo di Verona vale più di qualsiasi altra analisi (ma è un altro promemoria sulla rivoluzione che attende Paratici). Fagioli patrimonio del calcio italiano: va tutelato, non offeso
Sì, a tratti Verona-Fiorentina ricordava da vicino la sfida tra Bosnia e Italia di cui tanto si è parlato e che a lungo si continuerà a ricordare (con buona pace di quei protagonisti che speravano di tirarci via un premio da 300.000 euro). Eppure i viola tornano dal Bentegodi con tre punti d'oro, superano pure il Cagliari in classifica e oggi osservano la zona retrocessione lontana ben 5 punti. Lo scenario ideale per andare a Londra a giocarsi una fetta di stagione, e forse davvero conta il giusto come si è venuto a formare. Qualsiasi altra analisi di fronte a sì tanto banchetto, finisce in secondo piano, almeno di questi tempi.
Tre assenze pesanti, due protagonisti
Insomma visto il peso della vittoria di ieri si può anche pensare di non approfondire troppo cosa non ha funzionato (molto, quasi tutto) e poi le attenuanti a una prestazione collettivamente deludente non sono banali. In assenza di un impianto di gioco collaudato la Fiorentina di oggi non può che affidarsi ai singoli, e ieri Vanoli doveva fare a meno di singoli fondamentali. Perché nel gioco dei viola fondamentali sono le sgroppate di Dodò, i tiri di Mandragora e i tentativi di Parisi. Senza di loro era difficile aspettarsi di più, tanto più se Kean è la brutta copia di quello visto in Nazionale, se non qualche lampo di chi la qualità poteva metterla comunque in campo, come De Gea e come Fagioli. Appunto.
Un valore generale da tenere a mente e il patrimonio Fagioli da difendere
Portiere e centrocampista diventano determinanti in un successo che può sembrare casuale, che certamente penalizza oltremodo un Verona combattivo e raramente così pericoloso in stagione, ma che non cancella il valore del passo che la Fiorentina sta tenendo. Con il quarto risultato consecutivo dopo il k.o. orrendo di Udine i viola si stanno davvero mettendo al sicuro, anche se ancora il traguardo non è stato tagliato, e tanto si chiedeva a un gruppo sul quale, semmai, sarà il caso di non farsi prendere da eccessivi entusiasmi in fase di valutazione finale. Piuttosto una cosa lasciatecela segnalare, alla luce del trattamento riservato a un protagonista di ieri. Nelle condizioni in cui versa il calcio italiano un patrimonio come Fagioli andrebbe sostenuto, non insultato a ripetizione come avvenuto a Verona.
La difficile missione di Paratici
Intanto però è già chiara la difficoltà principale con la quale si dovrà confrontare Paratici, chiamato a gestire una ripartenza inevitabile, possibilmente ampia nei cambiamenti negli spogliatoi e non solo, ma da completare pur sempre alla luce di un passivo da oltre 30 milioni. Questo più o meno il bilancio con il quale si dovrà muovere il ds, alle luce dei saldi negativi estivi e invernali. Non sarà semplice insomma ricostruire una Fiorentina che ieri ha portato a casa una vittoria da matricola che punta a salvarsi, ma che il prima possibile ci auguriamo torni a competere per ben altre dimensioni.
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