DI LIVIO, Ho cancellato Rossi come uomo. Il 2005...

27.05.2020 19:15 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: radio Bruno Toscana
© foto di Federico De Luca
DI LIVIO, Ho cancellato Rossi come uomo. Il 2005...

L'ex viola Angelo Di Livio ha parlato della sua esperienza alla Fiorentina, con tanti aneddoti. Ecco le sue parole: "Cecchi Gori non mi voleva, a differenza del Trap e di Luna? Questa cosa l'avevo saputa che non fosse convinto a fare l'operazione ma il Trap spinse talmente tanto... A me ha aiutato tanto il preliminare di Champions. C'erano stati anche malumori dei tifosi, ma poi è andata alla grande. Difficile inserirsi nel gruppo con Batistuta capo dello spogliatoio? Era una squadra che aveva fatto molto bene, ma arrivarono giocatori importanti come Mihajotovic e Chiesa, ma noi siamo entrati nel gruppo storico in punta di piedi e anche da questo punto di vista andò tutto bene e ci siamo amalgamati. In campionato potevamo fare due volte di più forse, ma in Europa facemmo bene. A Wembley una delle serate più belle per me. Fu magico e straordinario, vincere e eliminare una squadra come l'Arsenal"

"Dopo, la Coppa Italia fu amara perché si percepiva che la Fiorentina stava scricchiolando - ricorda ancora Di Livio - andò via Batistuta, Rui fu fatto capitano e arrivò Nuno ma si capiva che c'era puzza di bruciato. Io e Chiesa spiegavamo tutto anche ai giornalisti e all'esterno? Io ormai ero dentro questa società, sapevo che dovevo fare non solo il giocatore ma anche il dirigente, c'erano giovani che non prendevano i soldi, ci ho messo la faccia in quella situazione. Come mi comportai con Nuno, Rossi ecc? Oggi se lo incontrassi non saluterei ancora Marco Rossi, perché si è comportato male con me, io ero il capitano responsabile e lui mi tradì, per me è un uomo che non esiste più. Gli altri passino, non era facile perché si facevano condizionare dai procuratori. Abbiamo ottenuto le liberatorie degli altri giocatori, lo abbiamo fatto con grande impegno con Raffaele Righetti che ci accompagnava in largo e in lungo. La decisione di restare dopo il fallimento fu presa con la famiglia perché eravamo stati troppo bene a Firenze e la sfida romantica mi piaceva, nonostante mi avessero offerto soldi al Brescia con Mazzone e Baggio ma io lo rifarei tutta la vita"

."Gli avversari come mi affrontavano in C? Con grande rispetto - prosegue Di Livio - perché ho dato importanza ad una categoria sconosciuta, ma io mi caricavo grazie al rispetto dei miei compagni che mi seguivano; io cercavo di spiegare l'orgoglio della maglia e di entrare nella storia del club. Via nel 2005? Mi aspettavo altro e lo avrei meritato. Mi ricordo le lunghe telefonate con Diego e stava nascendo un rapporto importante invece mi offrirono di fare un dirigente dei giovanissimi, quando io mi sentivo un dirigente della prima squadra. Enrico o Federico chiesa? Mi prendo ancora Enrico che ha fatto delle stagioni straordinarie, peccato per l'infortunio. E deve essere di stimolo per Federico. Io difendevo e attaccavo, era un ruolo diverso. Gol alla Juve? La Juve ci fece 3-2 ed io allora dissi a Enrico che dovevamo pareggiare e così fu"