CASTROVILLI, Da piccolo volevo smettere, ma poi...

26.05.2020 19:28 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
CASTROVILLI, Da piccolo volevo smettere, ma poi...

Gaetano Castrovilli, centrocampista della Fiorentina, si è concesso ai microfoni di Sky Sport 24. Queste le sue dichiarazioni: "Devo ringraziare mister Montella per la fiducia che mi ha dato fin dal ritiro, ma anche i miei compagni che mi hanno aiutato a migliorare".

Il mio impatto in Serie A?
"Ho sempre ascoltato i consigli di Daniele Croce, siamo stati compagni a Cremona e mi ha detto fin dal primo giorno: 'Dai sempre il 100% perché vedrai che arriverai lontano'". 

Il miei idoli da bambino?
"Ronaldinho e Kakà".

Se la danza è stata importante?
"Quando entro in campo cerco di divertirmi ed essere spensierato, ossia ciò che mi trasmettevano Ronaldinho e Kakà quando giocavano".

Cosa mi chiede mister Iachini?
"Vuole tanto che io migliori nella concretezza, cioè in assist e gol. Tante volte mi sono fermato con lui a fine allenamento per calciare e inquadrare la porta".

L'importanza dei tifosi?
"Firenze è una città bellissima nonché esigente. Quest'anno abbiamo anche il presidente Commisso che è ambizioso, c'è un bellissimo progetto e la Fiorentina farà vedere grandi cose".

L'esordio in Nazionale?
"La Nazionale è stato il mio sogno fin da bambino, ancora infatti non lo realizzo. Voglio dire a ogni bambino che i sogni si possono realizzare. Mia mamma mi chiamò subito: piangeva, era felicissima"

Il paragone con Antognoni?
"E' stato molto bello quanto pesante, perché lui è stato un giocatore fantastico. Mi dà consigli tutti i giorni al campo, ringrazio Montella per avermi voluto accostare a uno come lui".

Le sensazioni nel tornare in campo dopo il lockdown?
"Ovviamente dopo essere stati fermi due mesi si fa un po' fatica ma è bello tornare a toccare la palla e rivedere i compagni".

I rapporti nello spogliatoio?
"Ci siamo sentiti spesso sul gruppo della squadra. Siamo un gruppo solare e scherzoso, ci prendiamo sempre in giro".

Che personaggio è Ribery?
"E' straordinario, sia come calciatore che come persona. E' un ragazzo d'oro, credo che raramente si trovino persone così nella vita. Ha vinto tutto ma ogni giorno ha voglia di migliorarsi".

Il ritorno a casa dopo il gol contro il Milan?
"Ricordo di aver rivisto il gol tantissime volte perché non ci credevo, da piccolo simpatizzavo per il Milan e quindi è stata un'emozione incredibile".

L'esultanza dopo il gol a San Siro?
"Con Federico (Ceccherini, ndr) e Venuti abbiamo preparato un'esultanza particolare perché spesso giochiamo a Fortnite insieme".

Se devo crescere in fatto di personalità?
"Voglio essere più concreto e decisivo negli ultimi metri. Sto cercando di migliorarmi, penso che se riparte la stagione sarò pronto per affrontare questa mia sfida personale".

L'Europeo posticipato è una opportunità?
"Spostare di un anno l'Europeo è fondamentale per ogni giocatore perché può migliorarsi, quindi sono contento anche per Nicolò Zaniolo che così ha la possibilità di giocarlo. Se lo merita".

In cosa devo migliorare ancora?
"Come dicevo prima, nella concretezza. Ma anche nel non farmi saltare: a volte vado troppo spedito sull'uomo".

Un giocatore in attività che mi piace?
"Guardo la Premier molto spesso e penso che De Bruyne sia fenomenale. Abbina tecnica a forza. Spero di migliorarmi anche io e di superare gli ostacoli che incontrerò nel mio percorso di crescita".

Quanto è importante il rapporto con il proprio allenatore?
"L'allenatore fa migliorare la squadra sotto ogni punto di vista, perché deve essere bravo nella fase difensiva quanto in quella offensiva. Iachini ci sta aiutando molto nell'attaccare e difendere tutti insieme. Come giocatore era veramente cattivo (ride, ndr) e quando si arrabbia bisogna stargli un po' alla larga...".

La mia crescita con Tesser alla Cremonese?
"Mi ha aiutato molto, mi vedeva come trequartista e quindi più offensivo. Poi insieme a Croce c'è stato lo spostamento di ruolo come mezzala".

Che palestra è la Serie B?
"E' un campionato fisico, bisogna tenere botta. Poi ho avuto la fortuna di avere con me molti calciatori che hanno giocato in A, come Piccolo, Pesce, Dos Santos... Mi hanno dato tutti una mano incredibile per migliorare".

Il giocatore più forte che ho sfidato?
"Forse sarà scontato, dico Cristiano Ronaldo. Ma mi ha impressionato molto anche Boga del Sassuolo".

Cosa mi ha aiutato nei momenti di crisi?
"Chiudevo gli occhi e immaginavo la mia famiglia, che per me è tutto. Devo tanto a loro perché quando stavo per mollare sono stati sempre presenti. Alle giovanili del Bari stavo per smettere perché vedevo i miei genitori in difficoltà economica e avevo deciso di non allenarmi più: loro però mi hanno detto di credere nei miei sogni".

Il mio esordio tra i professionisti?
"Farlo con la squadra della mia città è stato fantastico. Il Bari per me è casa e sarà sempre nel mio cuore".

I complimenti di Cassano?
"Mi ha fatto tanto piacere, non me li sarei mai aspettati. Lo ringrazio. Ci siamo incontrati una volta in centro a Firenze perché fa il corso da allenatore, abbiamo parlato un po' in dialetto!".

Quanto mi manca la terra pugliese?
"Tantissimo, così come la mia famiglia. Mamma mi chiama 2-3 volte al giorno".

Il mio sogno da realizzare in maglia viola?
"Spero di indossare la maglia numero 10, fin da bambino sogno di giocare con quel numero in una squadra professionistica".

Con quale calciatore vorrei giocare?
"De Bruyne, ma avrei voluto giocare anche con Iniesta".