UEFA E FFP: CHE PROSPETTIVE PER LA VIOLA? IL PUNTO DELL'AVVOCATO ROMBOLÀ A FV

02.04.2020 16:55 di  Mattia Verdorale  Twitter:    vedi letture
UEFA E FFP: CHE PROSPETTIVE PER LA VIOLA? IL PUNTO DELL'AVVOCATO ROMBOLÀ A FV

Nella giornata di ieri la UEFA con un comunicato ha deciso di allentare le maglie del fair play finanziario esclusivamente per la partecipazione alle competizioni europee 2020/21. Quindi per la prossima stagione non sarà necessario per i club presentare il bilancio, che verrà invece calcolato nel triennio. È logico che nell'esame della situazione finanziaria dei club verranno tenute in considerazione specifiche circostanze legate all'emergenza. Come ha spiegato in esclusiva a FirenzeViola.it anche l'avvocato Carlo Rombolà, esperto di diritto dello sport e docente della Luiss, ecco il motivo per cui la UEFA ha deciso di prendere la decisione descritta sopra: "Dal momento che l’obiettivo, ora come allora, è quello di promuovere la sostenibilità del calcio europeo, non mi sorprenderebbe che la UEFA decidesse di modificare qualcosa, ma non mi aspetto né allentamenti dei parametri, né tantomeno la sospensione dell’applicabilità delle regole, perché così facendo si vanificherebbero gli sforzi sin qui compiuti. Piuttosto, si potrebbe far luogo alla modifica dei termini per rispettare i paletti del Fair Play Finanziario, tale per cui anziché dover raggiungere un determinato coefficiente di bilancio entro una certa data, tale scadenza potrebbe essere posticipata per dare tempo ai club di sistemare i conti dopo l’emergenza sanitaria che l’Europa sta attraversando".

Questo allentamento del fair play finanziario che la UEFA ha concesso naturalmente fa riferimento a quei club che hanno le licenze europee: "Quindi chi non partecipa alle competizioni europee in teoria può anche non attenersi al rispetto delle norme" - ha spiegato l'avvocato Rombolà - anche se non è il momento di comportarsi così. Mi sembra di capire che la Fiorentina sia una società ambiziosa. Se in questo momento una società fa i suoi comodi, rischia di crearsi una nomea antipatica all'interno della governance europea che non ha la memoria corta. Il rispetto delle regole del fair play finanziario diventa fondamentale per costruire una realtà virtuosa e anche per mantenere un certo rapporto e rispetto reciproco con le istutizioni".

Il presidente Commisso ha ribadito più volte che avrebbe parlato con Nyon per poter avere delle possibilità in più, considerando che la Fiorentina è frenata dal suo fatturato. L'unica soluzione che l'avvocato vede possibile è un accordo particolare tra il club gigliato e la UEFA: "Di solito i club che si siedono a tavolino con l’UEFA lo fanno per proporre un “voluntary agreement, nell’ottica di un adempimento spontaneo dell’obiettivo del pareggio di bilancio, tramite la predisposizione di una sorta di piano di rientro che viene concesso ai club con determinate caratteristiche - ha spiegato Rombolà - e se così fosse, si tratterebbe di un accordo che non ha alcuna caratteristica punitiva e che verrebbe incontro alle esigenze di un club che, all’indomani del cambio di proprietà, intende rafforzarsi eccedendo temporaneamente i limiti del FFP e scommettendo sul fatto che tale rafforzamento conduca nel giro di pochi anni a un aumento dei ricavi tale da rendere il tutto sostenibile nel lungo periodo, con bilanci in regola".

Quindi la Fiorentina, in sostanza, avrà possibilità di spendere di più, oppure sarà sempre frenata? L'avvocato ha fatto chiarezza anche su questo: "Se per maglie larghe intendiamo la possibilità che la UEFA ridimensioni la severità delle norme a tutela del Fair Play Finanziario, dico di no, perché ritengo improbabile che succeda. Se invece si allude all’eventualità che la Fiorentina raggiunga un accordo con la UEFA sotto forma di voluntary agreement, allora sì, perché in tal modo i viola avrebbero la possibilità di investire subito e ammortizzare le perdite entro il prossimo triennio".