SCRITTE SHOCK, QUANTE COSE STRANE: DAL LUOGO AL FONT FINO A SHIREA. L'ANALISI DI FV

03.12.2018 12:55 di Andrea Giannattasio Twitter:   articolo letto 17928 volte
SCRITTE SHOCK, QUANTE COSE STRANE: DAL LUOGO AL FONT FINO A SHIREA. L'ANALISI DI FV

Che le vergognose scritte vergate su Viale Paoli, in riferimento alle tragiche morti dei 39 juventini allo stadio Heysel nel 1985 e a quella di Gaetano Scirea, siano qualcosa da censurare in tutti i modi è stato detto e ribadito da più parti. Quello che semmai lascia ancora perplessi è la modalità con cui il messaggio è stato realizzato e soprattutto la reale identità dell'artefice. In attesa che la Digos faccia chiarezza sulla vicenda (ieri ha acquisito i filmati delle telecamere che sorvegliavano la zona), abbiamo provato a riassumere in cinque punti quello che ancora non torna di questa triste vicenda, che in tanti, media nazionali su tutti, stanno un po' troppo superficialmente prendendo a pretesto per colpire un'intera tifoseria, storicamente (specie in tempi recenti) tra le più corrette d'Italia.

1) IL LUOGO: l'area del Viale Paoli dove sono sono state realizzate le scritte, che collega le due parti di Viale Manfredo Fanti, è una zona totalmente adibita alla tifoseria ospite e alla polizia, nel giorno di partita. Questa viene "bonificata" in lungo e in largo fin dalla sera prima di una normale partita e sabato, in occasione del match contro la Juventus, non era accessibile ad alcun tifoso viola fin dall'ora di pranzo, quando le scritte non erano state probabilmente ancora realizzate.

2) I CARATTERI: il "font" utilizzato per le scritte sul muro è spesso afferente ad ambienti di tifo di destra e dato che quella della Fiorentina è sempre stata una tifoseria neutrale (politicamente parlando), il tipo di carattere scelto cozza contro qualsiasi murales o striscione realizzato dalle Curve nel recente passato (gli esempi sono tantissimi). Lo stesso dicasi per il colore nero delle lettere: quando i gruppi organizzati hanno voluto lanciare in passato messaggi di contestazione o di sostegno hanno sempre utilizzato i colori viola o rosso.

3) IL REITERATO RIFERIMENTO ALL'HEYSEL: quando negli anni passati la tifoseria viola è stata accusata di aver realizzato adesivi, striscioni o scritte sui muri sulla tragedia dello stadio di Bruxelles, si è sempre limitata scrivere -39. Un riferimento "minimal" tanto vergognoso quanto sufficiente per richiamare alla memoria del lettore l'episodio che si vuole colpire. Nelle scritte rinvenute sabato, oltra al classico -39, l'autore del gesto ha voluto ribadire inutilmente il concetto scrivendo anche il nome dello stadio che fu teatro della tragedia il 29 maggio 1985: qualcosa di assolutamente superfluo negli ambienti ultras.

4) SCIREA E L'ERRORE NEL COGNOME: nel corso dei botta e risposta tra tifosi viola e juventini nell'arco di questi anni, la Curva viola (tanto nei cori quanto in scritte o adesivi) non ha mai tirato in ballo il nome dello storico difensore della Juve, in maglia bianconera dal 1974 al 1988. Scirea, pur figurando come uno dei simboli degli avversari, è sempre stato rispettato dalla tifoseria della Fiorentina, essendo l'icona di un calcio che ormai si è perso. Strano anche il modo con cui l'autore della scritta ha tentato di correggere l'errore commesso scrivendo il cognome di Scirea (SH invece di SC). Semplice ignoranza?

5) LA MANCATA FIRMA E RIVENDICAZIONE: quando in passato la tifoseria viola ha voluto comunicare sostegno o dissenso da qualcosa tramite scritte o striscioni, ha sempre sottolineato il proprio gesto firmandolo. Questo vale tanto per gli 1926, quanto per il 7Bello, il Marasma o il Vieusseux. Nella scritta di sabato non vi è traccia di firma né, tantomeno, nelle ore successive alla spettacolarizzazione delle scritte, qualche gruppo ha rivendicato orgogliosamente il proprio operato.