PRIZIO A FV, ECCO IL MIO CESARE, UOMO CHE NON DIMENTICA

17.11.2020 13:30 di Niccolò Santi Twitter:    Vedi letture
PRIZIO A FV, ECCO IL MIO CESARE, UOMO CHE NON DIMENTICA

Il ritorno di Cesare Prandelli a Firenze ha portato con sé una ventata d'entusiasmo, ma non solo tra i tifosi. C'è, infatti, un giornalista che con il tecnico di Orzinuovi ha conservato un rapporto speciale: "Con Cesare - spiega Stefano Prizio in esclusiva a FirenzeViola.it - c'è un rapporto di grande amicizia. Ci sentiamo tuttora: è una persona disponibile, pacata e dal buonsenso bresciano. Insomma, rappresenta l'etica del lavoro e la gentilezza dell'uomo di paese".

Prizio, su Prandelli qualche anno fa scrisse pure un libro. 
"Sì, nel 2008. Era la sua biografia, il racconto della carriera calcistica. Fu bello perché raccontammo, con Marco Bucciantini, i luoghi dove nacque Cesare, Orzinuovi. Andammo lassù e fummo accolti molto bene dagli amici e dalla madre. Lui ha sempre mantenuto le proprie radici, le conoscenze di un tempo, sia quando era calciatore che da allenatore, infatti io conobbi le sue amicizie più intime. Il libro fu una cosa riuscita, andò molto bene, poi nonostante l'addio non pacifico che ha avuto con la Fiorentina dei Della Valle era e credo sia ancora nel cuore dei fiorentini, perché gli è entrata Firenze nel sangue. Penso che il suo ritorno, che neppure mi aspettavo, sia stata una scelta giusta in questo momento particolare". 

Ci racconta un aneddoto che le viene in mente relativo alla vostra amicizia?
"Quello che mi è più caro risale ad alcuni anni dopo il suo addio, quando io mi ammalai e passai un momento molto difficile. Cesare venne a trovarmi in ospedale e ricordo ancora l'emozione delle persone che man mano sentivano la sua voce e si accorgevano che era lui. Ma venne a farmi visita anche a casa, fra l'altro quando c'erano i miei figli: il più grande, Giorgio, è fissato con il calcio e aveva indosso la maglia della nuova Fiorentina, non quella di Cesare, che ci giocò un po'. Trovarselo davanti rappresentò per lui una gioia. Fu bello perché spesso le persone che escono dall'ambiente del calcio non mantengono i rapporti, mentre lui sì".

Cosa pensa della Fiorentina attuale, invece? 
"E' sicuramente meglio dell'ultima Fiorentina di Iachini, prima della ripresa della stagione. Ha una qualità maggiore e credo che Prandelli ce la farà vedere, in quanto uomo razionale che metterà i giocatori nel loro ruolo e tirerà fuori il meglio da loro. Vedremo una squadra decisamente migliore di quella vista nell'ultima parte di Iachini. E ci vuol poco, potrebbe essere la battuta. Gli azzardi di Iachini penso fossero figli semplicemente della sua disperazione, era frustrato dal non riuscire a imporsi nell'occasione più importante della sua carriera".

A quasi un anno e mezzo dall'arrivo, qual è la sua idea di Rocco Commisso?
"Io semplicemente ho vissuto l'arrivo di Rocco come quello di un liberatore, anche e soprattutto per i problemi che ho avuto con i Della Valle, che mi hanno rovinato la vita. Ovviamente è inutile illudersi che sia facile entrare nel calcio italiano, lui punta molto su se stesso perché si è fatto da solo e quindi vive una difficoltà in più nell'entrare in questo mondo. Detto ciò, penso volesse con tutto se stesso una squadra di calcio e che si diverta ad averla, cioè tutto il contrario della vecchia proprietà. Quindi credo che, se non oggi, il suo divertimento diventerà quello dei tifosi. L'unico appunto che posso fargli è che dovrebbe aver voglia anche di imparare un po'. Tornando a Prandelli, la rottura con i Della Valle fu una conseguenza della sua richiesta di provare a far crescere la squadra, che stava ottenendo grandi risultati, tentando così quel salto in più. Ecco, credo che se quella richiesta, in quel momento così euforico, l'avesse rivolta a Rocco, questi l'avrebbe accontentato".