MARCHIONNI A FV, ORA SI PENSI SOLO A IACHINI: SENZA SALVEZZA TUTTO È INUTILE. SUL PARMA...

03.07.2020 13:00 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
MARCHIONNI A FV, ORA SI PENSI SOLO A IACHINI: SENZA SALVEZZA TUTTO È INUTILE. SUL PARMA...

Dopo la disfatta contro il Sassuolo, la Fiorentina tornerà in campo domenica e lo farà al Tardini contro il Parma, squadra sicuramente in un ottimo periodo di forma. Per analizzare la gara e capire che cosa non va in questo momento nella squadra di Iachini, FirenzeViola.it ha contattato, in esclusiva, il doppio ex dell'incontro, Marco Marchionni.

Che tipo di sfida sarà contro i ducali?
"La partita sicuramente sarà difficile perché il Parma, anche se a volte perde, fa sempre ottime prestazioni ed è in un buon momento. La squadra viola invece non sta ottenendo risultati e non è lontana dalla parte bassa della classifica. Per loro sarà fondamentale ritrovare la fiducia ed il massimo della forza mentale: l'aspetto tecnico è importante, ma la testa lo è di più".

Quali sono i punti di forza del Parma di cui la Fiorentina dovrà preoccuparsi?
"Il loro atteggiamento perché riescono a chiudersi e ripartire molto bene. Nelle partite contro le grandi squadre hanno paradossalmente meno difficoltà rispetto a quando trovano formazioni che aspettano ed attendono. Ormai sono 2 o 3 anni che il Parma gioca così e, se non gli vengono concessi spazi, trova enormi difficoltà. La Fiorentina gioca in modo diverso, non come il Parma, ma in modo simile perché davanti ha gente come Ribery e Chiesa che possono accendersi in qualsiasi momento".

Proprio Chiesa però è apparso molto sottotono. Qual è il motivo?
Purtroppo i giudizi si danno troppo facilmente sia quando le cose vanno bene che quando vanno male. Un giocatore deve essere giudicato nella totalità e adesso lui fa parte delle difficoltà che sta incontrando la Fiorentina, ma non è un grosso problema perché è lo stesso che può portarti fuori da queste difficoltà. Deve prendersi le sue responsabilità e far emergere la Fiorentina".

Si è fatto un'idea del perché i viola stiano incontrando tutte queste difficoltà?
"Quando si cambia un allenatore qualcosa che non va c'è. Il momento è indubbiamente negativo, ma non va scordato che la Fiorentina ha avuto un cambio di società importante che ha generato tanti cambiamenti ed aveva un grande allenatore come Montella che non è riuscito a ripetere quanto di buono fatto nella sua precedente esperienza a Firenze. Le cause bisogna scavare a fondo per trovarle e capire quello che è successo. Iachini può fare miracoli, ma se mentalmente il giocatore non reagisce è difficile imporsi. Le qualità dei singoli per uscire da questa situazione ci sono, ma non si può usare la bacchetta magica per cambiare il trend. La squadra deve ritrovare entusiasmo e voglia di fare, ma soprattutto autostima. Hanno fatto bene in tante partite quando hanno vinto, ma adesso serve serenità".

Iachini sembra ormai arrivato al capolinea.
"La serenità manca perché si comincia a parlare del prossimo allenatore quando ancora deve finire il campionato in essere. Ci sono tante piccole componenti che formano problemi grossi. La Fiorentina aveva bisogno di uno come Iachini che avesse temperamento, in grado di dare stimoli ai giocatori, ma è normale che senza risultati tutti possono pensare ad un cambiamento. Ancora è tutto in gioco e i conti si faranno alla fine del campionato, ora va lasciato lavorare".

Per il prossimo anno si parla di Spalletti, Emery e anche di Kovac. Quale la convince di più?
"Possiamo fare un milione di nomi, è facile farli, ma bisognerà parlare con il diretto interessato. Ora serve parlare solo di Iachini che ha un obiettivo e deve raggiungerlo perché se non dovesse rimanere in Serie A tutte queste voci si spengerebbero subito. Serve solo un nome ed è quello di Iachini, l'unico in questo momento capace ed in grado di far tornare alla vittoria la squadra".