GRANDI FIRME A FV, L'INCONTRO ERA NECESSARIO PER CHIARIRSI, MA CHIESA NON RINNOVERÀ

27.11.2019 20:00 di Mattia Verdorale e Giulio Falciai   Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
GRANDI FIRME A FV, L'INCONTRO ERA NECESSARIO PER CHIARIRSI, MA CHIESA NON RINNOVERÀ

E' stata una giornata di fuoco in casa Fiorentina. Iniziata questa mattina poco prima delle 10 quando è arrivato a Firenze Rocco Commisso. In un hotel del centro insieme al ds viola Pradè e Joe Barone è andato in scena il tanto atteso incontro tra i dirigenti della Fiorentina e il babbo di Federico, Enrico Chiesa, nonché procuratore del ragazzo. Il summit è durato poco meno di due ore. E' stato poi lo stesso Pradè in conferenza stampa (nella quale è stato presentato anche il rinnovo di Luca Ranieri) a spiegare cosa si sono detti le due parti. Sembrerebbe esserci stata un'apertura da parte del padre/agente verso un possibile rinnovo del calciatore e l'incontro in sostanza è stato positivo. Detto ciò, la nostra redazione ha contattato in esclusiva alcune grandi firme dei quotidiani nazionali per capire la loro opinione su quanto accaduto quest'oggi in casa Fiorentina.

Massimo Basile (Corriere dello Sport-Stadio): "Mi sembra ovvio che Pradè voglia mandare messaggi positivi per non far saltare tutto e per tenere la situazione sotto controllo. Oggi c'è un particolare che non deve passare inosservato: il rinnovo di Ranieri. La società sta trattando i rinnovi di tutti i giovani italiani che possiede in rosa. Ora sembra esserci stata un'apertura da parte di Enrico Chiesa ma io non ne sono convinto. Per quello che so io tre settimane fa la Fiorentina sperava di rinnovare il contratto di Federico ma hanno ricevuto risposte contrarie. Secondo me stanno cercando una soluzione per non svalutare il calciatore ma temo che se arriverà una grande offerta allora Chiesa se ne andrà". 

Alessandro Bocci (Corriere della Sera): "Era doveroso mettere un freno alla situazione che si era creata intorno al giocatore. Non si poteva andare avanti così. Questo incontro è stato ed era necessario sia per la Fiorentina che per Federico Chiesa. Era inutile e incomprensibile continuare questa strada tra sospetti e polemiche. Io spero che la Fiorentina e Chiesa abbiano trovato un accordo e un punto d'incontro.D'altra parte non ho mai creduto che calciatore non si sia impegnato per la squadra o che abbia preso decisioni controproducenti verso i compagni. Adesso è stato fatto un tipo di discorso, ma secondo me a giugno la situazione sarà ben diversa. Nonostante l'apertura di cui ha parlato il ds viola Pradè, ho la sensazione che Chiesa non rinnoverà il contratto con la Fiorentina e in estate verrà trattata la sua cessione".

Benedetto Ferrara (La Repubblica): "Era importante vedersi, non tanto per parlare del contratto. A mio parere la società doveva capire quali erano i problemi inerenti alla situazione che si era creata intorno al giocatore. Chiesa ha un contratto di altri due anni e mezzo e ciò che viene sempre ribadito è che i contratti devono essere rispettati. Ma si sa che nel calcio non funziona così. Spero che Commisso, che è una persona attenta, pronta ed un imprenditore serio, abbia, anche se non direttamente, parlato con Enrico e provato a porre rimedio a questo caso. Secondo me non hanno parlato di soldi, ma della Fiorentina che sarà in futuro. Io credo che il nodo sia questo. I tifosi questo problema naturalmente non lo capiscono, o meglio, lo capiscono ma non si adeguano. Questa storia è stata amplificata anche dalle dichiarazioni di Montella. Quello che il mister si è lasciato scappare nel post gara di Verona ha esposto il giocatore ad una situazione non facile da gestire; ed era proprio questo che dovevano chiarire attraverso il dialogo. Le due parti devono coincidere e trovare un punto di incontro. Se non coincidono il problema si porrà più in là. Non è possibile che un giocatore sia scontento. Non è un bene per la squadra, né per i tifosi, né per nessuno. È stata manovrata male la gestione del ragazzo, soprattutto da chi gli sta dietro. Conta la sua dedizione alla causa. Ha voglia di soffrire con gli altri oppure no? Quello che conta è il bene della squadra. Tutti devono rispettare il momento per trovare la strada verso un bene comune".