DAL BRASILE, EX OSS. ACF: "CON PAQUETÁ CASCHI IN PIEDI. PEDRO-GERSON? NON MI SPIEGO"

06.05.2020 19:40 di Giacomo A. Galassi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
DAL BRASILE, EX OSS. ACF: "CON PAQUETÁ CASCHI IN PIEDI. PEDRO-GERSON? NON MI SPIEGO"

Da Paquetà a Dalbert, passando per Pedro, Gerson e Igor: i rapporti tra Fiorentina e Brasile si fanno sempre più fitti. Per affrontare tutti i temi che legano la Nazionale verdeoro alla maglia viola, FirenzeViola.it ha intervistato Andrea Cioni, osservatore in Brasile per la Fiorentina negli anni di Pantaleo Corvino. Si comincia da una panoramica della questione coronavirus d'Oltreoceano: "Qua in Brasile per ora la situazione è sotto controllo, anche se soprattutto nelle grandi città c'è il rischio che il sistema collassi se succederanno le stesse cose che in Italia. Il sistema non potrebbe gestire un livello di contagi del genere".

Venendo alle questioni di campo e di mercato invece: dal Brasile che opinione ha di Paquetà?
"Io Paquetà lo segnalai a Corvino già nel 2018 dopo il primo anno da titolare nel Flamengo e le buone prestazioni che l'avevano messo sotto i riflettori. È un giocatore interessante, che può giocare in più posizioni. Non è il centrocampista alla Dunga o alla Felipe Melo chiaramente, ma se sta bene fisicamente e non soffre le pressioni potrebbe essere un giocatore che alla Fiorentina va bene. Non credo possa essere un flop come Pedro l'anno scorso. Tecnicamente può essere molto utile alla Fiorentina e con lui caschi in piedi".

Se lo immagina titolare inamovibile o in lotta con gli attuali centrocampisti?
"Mi immagino che la Fiorentina non gli possa promettere il numero 10 e il posto da titolare sicuro. Se la gioca con Castrovilli e Duncan anche se può avere le sue chance. Però, per capirsi, non arriva il nuovo Edmundo".

Prima accennava a Pedro: come si spiega quello che è accaduto a Firenze?
"Comincio col dire che l'anno passato era impressionante. Segnava ogni domenica e chiunque gli aveva messo gli occhi addosso. Per quello che so e l'idea che mi sono fatto, ho avuto la sensazione che lui non si sia trovato con Montella. Il rapporto con l'allenatore fa la differenza e quando non ti vede vai in difficoltà. Secondo me è accaduto questo, oltre al fatto che il calcio brasiliano è più indietro rispetto al passato. Deve aver sentito anche un po' di saudade".

Come mai non gli è mai stata data fiducia e continuità secondo lei?
"I casi sono due: o gli allenatori proprio non l'hanno mai visto, o non si è ambientato. A Firenze abbiamo visto giocare almeno tre o quattro partite da titolare a calciatori come il Tanque Silva o Dertycia, non mi spiego perché non sia stata data fiducia a Pedro".

Ecco, ma tornato in Brasile come l'ha visto?
"Prima dello stop non aveva trovato tanto spazio perché il Flamengo preferisce darlo a Gabigol e Bruno Henrique. Però nelle poche partite è tornato a segnare e ha già vinto due titoli, quindi ha avuto un discreto impatto. Un vero commento però lo potremo dare solo quando ripartirà il calcio: con tutti gli impegni del Flamengo dello spazio lo troverà sicuramente".

Un'altra meteora che non si spiega è Gerson.
"Incredibile… Tornato lo scorso anno in Brasile ha fatto vincere il titolo al Flamengo, tanto per dire. Eppure lo ricordo a Firenze: sembrava un altro giocatore. Svogliato, quasi intimorito. Probabilmente il motivo, come per Pedro, è che ad oggi il campionato brasiliano è veramente a bassi livelli. In più per Gerson c'è anche che nella Fiorentina dell'ultimo anno non era facile per nessuno giocare".

Venendo agli attuali giocatori viola, che ne pensa di Igor?
"Io non l'ho mai visto in Brasile perché è venuto in Europa molto giovane. Però mi aveva colpito alla SPAL: lo dissi subito che sembrava un giocatore non da SPAL. Mi immagino che possa fare grandi cose alla Fiorentina".

Infine c'è Dalbert, un giocatore sul quale la società viola si sta interrogando in vista della prossima stagione.
"Sono anni che lo seguo, sia in Brasile che in Italia. È un buon laterale sinistro e nel palcoscenico mondiale io non vedo grande abbondanza in quel ruolo. Anche in Brasile non ci sono più i Roberto Carlos o Marcelo di un tempo. Nel paragone con Biraghi secondo me non c'è storia perché oltretutto l'italiano a Firenze non sarebbe riaccolto bene. Io  attorno ai 12 milioni di euro per Dalbert ci penso, perché la cifra non è astronomica e un piccolo sacrificio lo farei".

Ultima domanda sui talenti da tenere d'occhio in Brasile.
"Detto che la situazione è problematica visto lo stop, io segnalo il portiere Pitaluga, giovane di livello del Fluminense con il doppio passaporto brasiliano e tedesco. Poi ci sono Elias e Pepé del Gremio che mi piacciono come attaccanti, come anche Veron del Palmeiras e Marcos Paulo del Fluminense. Vista la situazione, però, io ci investirei solo per cifre non astronomiche".