BENEDETTI A FV, VI RACCONTO IL MIO BATISTUTA: CHE ESPERIENZA IL FILM CON LUI

23.10.2019 10:00 di Giacomo A. Galassi Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
BENEDETTI A FV, VI RACCONTO IL MIO BATISTUTA: CHE ESPERIENZA IL FILM CON LUI

È nato a Pescia ma è vissuto nel mito di Gabriel Omar Batistuta, Pablo Benedetti, e a FirenzeViola.it racconta in esclusiva l'emozione di portare oggi al cinema il documentario da lui realizzato sul campione argentino, dal titolo El Numero Nueve: "Da piccolo nutrivo anche io il sogno di diventare calciatore - racconta il regista del film - e sono cresciuto vedendo in Gabriel una persona e un calciatore speciale. Avevo voglia di raccontare la sua storia: è un campione trasversale che porta con sé i colori di una città speciale. E l'idea che domani esordiamo in pubblico mi emoziona".

Com'è stato Gabriel durante le riprese? Ha rispettato le attese che aveva?
"Vivendo a stretto contatto con lui e raccontandone la storia non solo ha rispettato le aspettative, le ha addirittura superate. Ho visto tante cose che normalmente in pubblico non si vedono e ho scoperto un uomo fantastico, con dei dettagli davvero interessanti".

Ci racconti un po' del Batistuta privato. 
"È una persona molto riservata, quasi intima. In vita sua ha sofferto molto soprattutto a causa dei problemi fisici che lo hanno fatto dannare. In più dietro la sua figura c'è un attaccamento a Firenze che è evidente, anche in Argentina l'ho notato. Firenze è con lui e lui è con Firenze, è un rapporto speciale".

Esiste un parallelo tra film e calcio per quanto riguarda il 'Re Leone'? 
"Direi di sì. Anche nella registrazione del film ha dimostrato il tipo di giocatore che era: pur soffrendo tantissimo ha voluto dare tutto, dedicandosi completamente al film senza mai far pesare i dolori che accusava. Ha lottato affinché il risultato potesse essere il migliore possibile: così nel cinema come nel calcio".

Qualche momento particolare del film?
"I momenti che mi hanno colpito di più sono stati proprio quelli relativi all'infortunio. In particolare l'ultima settimana di riprese: aver vissuto con lui l'operazione in Svizzera è stato un momento molto forte. Poi ci sono stati tanti piccoli attimi in cui Gabriel ha avuto voglia di raccontare la sua verità. Sono stati speciali".

La celebrazione del compleanno in Piazza Signoria lo scorso 31 marzo, invece, come lo avete vissuto? 
"L'evento è stato un'apoteosi di emozioni. Gabriel ha compiuto 50 anni e così come in altri momenti della sua vita è stata tracciata una linea. È stato un momento bello, perché è stato come festeggiare con la sua seconda famiglia. Mi piace pensare che sia stato un momento di condivisione di un patrimonio. E conosco abbastanza Gabriel per capire che in quel momento anche la sua emozione è stata grande, aveva gli occhi lucidi e gli tremava la voce".

Detto dell'infortunio e dell'operazione, adesso come sta? 
"Dopo l'operazione sta bene. È appena tornato dalla Svizzera e la riabilitazione sta procedendo spedita, anche se una protesi non è una cosa banale. La cosa positiva è che il dolore è dimenticato, però dopo 20 anni di sofferenza ci vorrà tempo. Comunque ha una dote fisica muscolare e mentale impressionante: in meno di un mese è migliorato tantissimo".

Chiusura sul futuro: per lei e Gabriel è finita qui oppure possiamo aspettarci qualche altra collaborazione?
"Gabriel per me è un grande amico e ho grande rispetto e stima di lui. Da oggi magari potranno nascere altre situazioni, intanto ci godiamo questo traguardo raggiunto insieme. Devo dire che lui come attore è molto bravo, non so se si dedicherà al cinema ma il talento ce l'ha (ride,ndr)".

Magari ci rivedremo a Firenze? 
"Siamo a Roma solo perché è qui che si svolge il Festival del Cinema, ma abbiamo voglia di festeggiare il numero nueve anche a casa. E casa è Firenze".