BELLINAZZO A FV: "INDICE DI LIQUIDITÀ E FFP: I PERCHÉ DELLE PAROLE DI COMMISSO"

20.09.2021 10:00 di Giacomo A. Galassi Twitter:    vedi letture
BELLINAZZO A FV: "INDICE DI LIQUIDITÀ E FFP: I PERCHÉ DELLE PAROLE DI COMMISSO"
FirenzeViola.it

"L'indice di liquidità è uno dei parametri che da qualche anno la federazione utilizza per misurare la capacità di un club di far fronte ai propri impegni finanziari per quella stagione". A spiegare quello che è diventato tema di attualità dopo le parole di Rocco Commisso ieri sera è Marco Bellinazzo, giornalista esperto di finanza e calcio. In esclusiva a FirenzeViola.it spiega le parole del presidente della Fiorentina.

Bellinazzo, cos'è in sostanza l'indice di liquidità?
"È un indice che mette in rapporto i soldi in cassa, le disponibilità liquide di una società, con gli obblighi legati all'attività ordinaria del club. E sulla base di un calcolo matematico un club deve avere già in cassa una certa quantità di soldi che garantisca il pagamento di almeno una percentuale di costi. Indica sostanzialmente che un club possa affrontare tutti gli impegni finanziari per evitare un default di una società a stagione in corso".

E ha ragione Commisso quando punta il dito su Inter e Juventus?
"Posto che c'è un organo come la Covisoc che controlla che tutti i club rispettino l'indice di liquidità, gli indici però non bloccano di per sé l'iscrizione al campionato, bensì obbligano le proprietà in difetto a provvedere attraverso aumenti di capitale o prestiti. E così hanno fatto Juventus e Inter, i bianconeri varando un aumento di capitale di 400 milioni e i nerazzurri aprendo un debito con un fondo che si chiama OakTree dovendo comunque rifinanziare per oltre 250 milioni. È evidente che la situazione finanziaria dei club più importanti sia stata colpita enormemente dalla pandemia, ma hanno anche proprietà che in una maniera o in un'altra stanno cercando di rimediare. Dall'altra parte le operazioni di mercato di questi club ne testimoniano la difficoltà".

Per quanto riguarda il nuovo Fair-Play finanziario che l'UEFA è pronta a varare invece, come funziona?
"Ancora non è stato ufficializzato e sono curioso di capire i dettagli, perché è nei dettagli che si capisce la filosofia dietro questo tipo di manovre. Ma si è reso necessario perché ad oggi nessuno sarebbe in grado di rispettare i valori del vecchio FFP. Una delle caratteristiche più importanti del nuovo modello è la volontà di inserire una sorta di luxury tax su chi ha un monte ingaggi superiore ad una soglia stabilita: questo però secondo me fossilizza ulteriormente la situazione, facendo sì che i club ricchi possano continuare a spendere, per gli altri sarebbe ancora più difficile crescere. Penso ad esempio alla Fiorentina di Commisso…".

In che senso?
"Che per degli introiti annuali di 70-80 milioni, se Commisso vorrà aumentare il monte ingaggi e arrivare attorno ai 100 per lottare per la Champions, dovrà pagare tanto di più rispetto ad esempio a club come il PSG che hanno fatturati da 500 milioni. La luxury tax andrà a colpire molto di più chi ha bassi introiti. Mi auguro che la nuova riforma preveda anche delle misure che permettano a club come la Fiorentina di poter crescere ancora".