BASSI A FV: "SAPONARA È UN TALENTO. VI SPIEGO PERCHÉ BRILLANTE NON È ESPLOSO"

26.11.2021 19:00 di Giulio Falciai   vedi letture
BASSI A FV: "SAPONARA È UN TALENTO. VI SPIEGO PERCHÉ BRILLANTE NON È ESPLOSO"
FirenzeViola.it
© foto di Federico Gaetano

Mancano meno di ventiquattro ore alla sfida contro l'Empoli di mister Aurelio Andreazzoli e per commentare la gara del Castellani la redazione di FirenzeViola.it ha contattato, in esclusiva, l'ex portiere azzurro, ad Empoli per quasi sette anni, Davide Bassi

Che ne pensa della stagione della sua ex squadra fin qui?
"Sinceramente non sono stupito da questi ottimi risultati. L'Empoli non è nuovo a questi rendimenti in campionato. L'anno scorso ha dato una prova importante guadagnandosi egregiamente la Serie A. C'è una società forte alle spalle e questo fa tanto. Dall'allenatore ai giocatori stanno facendo vedere tutti cose buone".

Questa Fiorentina può essere la vera sorpresa del campionato?
"I viola stanno facendo prestazioni incredibili, l'ultima contro il Milan. C'è un grande allenatore, Vincenzo Italiano, di cui posso fare solo valutazioni positive. Stavo per incontrarlo a Spezia ma poi io smisi. Chi è rimasto nel club ligure però mi ha sempre parlato bene di lui. Se la Fiorentina è così forte tanto è merito suo".

L'esplosione di Saponara la stupisce?
"Assolutamente no. Riccardo quando giocava da noi era un talentino adesso è un talento puro. Fin da piccolo ha sempre fatto vedere buone cose, infatti dopo poco lo comprò il Milan. Non era ancora riuscito ad esplodere ma forse adesso ha la maturità mentale giusta per fare le cose bene".

Da ex portiere che ne pensa della coppia Terracciano-Dragowski?
"Ho parlato da poco con l'ex preparatore dei portieri e ha lavorato sia con me che con loro due e mi ha parlato benissimo di entrambi. Non sono sorpreso che siano riusciti ad affermarsi così bene in Serie A".

Lei ha giocato con un altro ex Fiorentina: Joshua Brillante...
"Me lo ricordo bene Joshua. Lui era uno di quei tanti calciatori forti ma fuori dal loro ambiente. Veniva da un calcio lontano, quello australiano, e capisco che anche a livello culturale non deve essere facile ambientarsi. In allenamento dava sempre il massimo e faceva vedere ottime cose, non era assolutamente più scarso degli altri. Secondo me se non è esploso in Serie A è per via della lontananza da casa".