L'importante è finire, cantava Mina
Giustamente arrabbiati, per non usare altri termini, tanti tifosi di rientro da Londra si sono dovuti pure sorbire la beffa di voli ritardati o annullati per scioperi (italiani) oltre il danno di aver assistito all'ennesima prestazione svilente della Fiorentina. Una sorta di ulteriore aggravio al vecchio detto mai una gioia che puntuale si è manifestato al fischio finale del primo round della doppia sfida al Crystal Palace. E allora, davvero, “l'importante è finire” cantava Mina nel '75, e forse mai colonna sonora (e testo?..) fu così appropriata.
Un violento ritorno alla realtà
Così nelle montagne russe di una stagione in cui la Fiorentina è andata soprattutto in picchiata un po' tutti sono stati richiamati con violenza alla realtà, quella di un universo viola parso privo di logiche, soprattutto in campo. Il tutto dopo un lieve sobbalzo a qualche risultato in serie che poteva far sperare di ritagliarsi un angolo di Europa e di portar a casa una salvezza ormai a portata di mano.
Gruppo impermeabile
Chiaro che il tecnico non possa esimersi da responsabilità per come sono finiti i 90 minuti di giovedì, altrettanto però che questo gruppo, una volta trovato un briciolo di continuità nei risultati fino ad arrivare a un consolante +5 sulla zona retrocessione, abbia invece mostrato l'ineluttabile impermeabilità a qualsiasi stimolo, anche su un palcoscenico europeo che giovedì sera a Selhurst Park avrebbe dovuto infondere ben altro spirito. Insomma ormai è acclarato che questa squadra tale non è, e dopo tanto parlare di chi gli sta intorno andrà preso atto anche del semplice ridimensionamento del valore dei calciatori emerso gara dopo gara. "Questi siamo" sospiravano in tanti a fine partita, e hanno ragione, lo dice ormai da tempo il campo, cos'altro aspettarsi?
Principali responsabili
Dopo mesi in cui la Fiorentina ha comunque cambiato pelle, anche e soprattutto con l'arrivo di Paratici oltre che di un successore di Pioli, sarà anche bene ricordare che i primi responsabili quando in campo si sfiora il k.o. tecnico sono soprattutto i calciatori, e quest'anno è successo con diabolica continuità, figuriamoci quanto grave sia adesso che di errori non ne sono più concessi. Insomma è ormai chiaro come e quanto il mondo viola dovrà cambiare gran parte dei propri connotati per pensare di ripartire con un minimo di ottimismo, ma intanto andrà sottolineato pure come questo gruppo di calciatori non abbia fatto niente per staccarsi da un livello di mediocrità raramente così evidente.
Rivoluzione inevitabile
Così ancor prima di rendersi conto che tipo di serata sarà quella di giovedì, quando immaginare una rimonta al momento è uno sforzo di ottimismo che nemmeno i più positivi potrebbero sostenere, vien da augurarsi che prima di tutto domani la Fiorentina trovi un minimo di reazione alle prove di Verona e Londra, che al di là di risultati diversi portano con sé identica deludente prestazione. Perché ormai l'importante è solo finire, come cantava la Tigre di Cremona, sperando che (al netto di imprese europee) coincida con il minimo risultato possibile della salvezza. Per poi proiettarsi a una rivoluzione che tutti auspicano e che pare inevitabile per porre fine a delusioni in serie che la piazza viola certamente non merita.
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