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Sofia Lorieri: “In viola tante emozioni. Chi ci gioca ora è fortunata. Firenze indescrivibile”

Sofia Lorieri: “In viola tante emozioni. Chi ci gioca ora è fortunata. Firenze indescrivibile”
Oggi alle 21:20Fiorentina Femminile
di Stefano Berardo

“Sono arrivata in un ambiente che profuma di professionismo. Qui non ci manca nulla. Ho trovato un gruppo molto unito e che viaggia verso una direzione comune”. Così ci risponde Sofia Lorieri, calciatrice nata e cresciuta a Firenze oggi una delle ragazze con il maggior numero di presenze in Serie B forgiata dalle giovanili della Fiorentina Femminile. Firenzeviola l'ha contattata dopo il suo recente trasferimento a Lumezzane nel corso della finestra invernale di calciomercato. “Lasciare Arezzo non è stato facile. La società amaranto mi ha accolta in un momento difficile della mia carriera e mi ha aiutato a uscirne e a crescere. Sarò sempre grata a chi ha creduto in me e ha fatto parte di questo percorso”.

Ci racconta qualcosa del suo periodo in viola?
In viola ho passato il periodo dei miei esordi nel calcio. Giocare alla Fiorentina è stato emozionante anche se a Firenze ho vissuto un brutto ricordo.

Quale?
Ho avuto un grave infortunio alla caviglia che mi ha tenuta fuori parecchi mesi. Le ragazze che oggi giocano nella Fiorentina sono molto fortunate perché la società nel corso degli anni è cresciuta tantissimo. Basti guardare alle strutture che hanno ora, completamente differenti rispetto a dove ci allenavamo noi prima.

Cos’è Firenze per lei?
Non ho parole per descriverla. Dire che è casa lo ritengo banale. È molto di più.

Quand’è che ha sentito il desiderio di diventare la calciatrice?
Da piccolina giocavo sotto casa mia come tanti bambini e bambine e immaginavamo un giorno di giocare in uno stadio pieno di persone. La voglia di raggiungere quel sogno mi ha convinta a scegliere questo sport.

Qual è il ricordo più bello che ha da quando gioca? E quello più brutto?
Senza dubbio il momento più bello è stata la vittoria della Serie C Ad Arezzo nel 2021-2022 con la successiva promozione in Serie B dove la squadra milita tutt’ora. Fu una cavalcata straordinaria. Non perdemmo nemmeno una partita in quella stagione, un risultato fuori dal normale. Il peggior ricordo direi il mio infortunio alla caviglia nel 2020.

Quali passioni ha oltre al calcio?
Devo dire che mi affascina molto dalla cucina e dall’arte culinaria. Sembra quasi scontato ma in realtà non lo è affatto.

Cosa pensa della Serie B visto che sono molti anni che lei gioca in categoria?
Diventa ogni anno sempre più competitivo e difficile. C’è ancora tanta strada da fare per il calcio femminile. Ma penso che la serie cadetta si stia sviluppando meglio rispetto alla maggiore. Ci sono inoltre molte ragazze interessanti che potrebbero anche giocare in Serie A. Spero di vederne qualcuna nella massima serie il prossimo anno.

Cosa direbbe ad una bambina che vorrebbe diventare una calciatrice?
Le consiglierei di non arrendersi mai e di avere costanza perché i risultati prima o poi arrivano. L’importante è che capisce che la mentalità e il lavoro svolto sulla propria persona e sul proprio essere atlete fa sempre la differenza. Oggi, rispetto a qualche anno fa, vedo molte più bambine avvicinarsi al calcio ma come ho detto prima, i numeri devono crescere ancora altrimenti lo sviluppo del calcio si arenerà.