SEMPLICI, Credo nella salvezza: ora 15 finali

23.02.2021 17:02 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
SEMPLICI, Credo nella salvezza: ora 15 finali
FirenzeViola.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

È il giorno della presentazione di Leonardo Semplici in casa Cagliari. Il tecnico toscano, subentrato a Di Francesco, ha parlato di ciò che si aspetta da questa nuova avventura. Queste le parole riportate da TMW: "Ho trovato una squadra moralmente un po' abbattuta dopo le tante gare senza risultato, che ha rappresentato un'involuzione rispetto alle aspettative. Penso che il mio compito sia soprattutto mentale, per portare di nuovo la giusta determinazione per quella che dev'essere un'impresa".

Quali sono i punti di forza di questa squadra?
"Questi ragazzi hanno dei valori che non sono ancora riusciti a dimostrare in questa prima parte del campionato. Ho accettato questa sfida per la piazza che rappresenta Cagliari, la sua storia e ho intravisto in questa rosa la possibilità di arrivare comunque all'obiettivo. Spero di portare insieme allo staff una ventata di entusiasmo e voglia di sovvertire questo momento".

Che idea si è fatto del Cagliari fin qui e quanto crede nella salvezza?
"La sfida l’ho accettata perché credo nella salvezza, non è stata una questione di soldi o contratto. Voglio portare qui la mia tipologia di lavoro, ma soprattutto voglio offrire la mia professionalità. Credo di poter liberare mentalmente questi ragazzi da alcune problemi: la rosa del Cagliari e gli investimenti fatti mi fanno intravedere i mezzi per salvarci. Ci sarà da fare un campionato con 15 finali e così dovremo affrontare gara dopo gara. In allenamento ho visto dei ragazzi che vogliono ripartire, non c’è molto da battere su modulo o aspetti tattici ma sul carattere ora".

Lei ha vissuto l’impresa salvezza al primo anno con la Spal: su cosa si lavora con una squadra in questa posizione?
"Pesa sempre l’aspetto della testa: ho rivisto alcune gare e ho visto una squadra che giocasse con il freno a mano tirato. Ma non per colpa di Di Francesco, che è un grande tecnico e che stimo e saluto. L’aspetto principale da curare ora sarà mentale, dobbiamo avere un approccio diverso di quello visto fino ad ora".

Cambierà qualcosa in avanti e che spazio ci sarà per Nainggolan?
“Voglio dare poche indicazioni ma precise, come modulo continueremo sulla falsa riga di quello già visto nelle ultime settimane. Ci saranno le mie idee ma non credo alle rivoluzioni, ho una rosa di grande valore ma non credo che il posizionamento di un singolo giocatore possa cambiare il risultato finale. Ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi. Ho chiesto loro di migliorarsi per questo cammino in salita“.

Le piace l'etichetta di "normalizzatore" per questa squadra?
“Non mi piace troppo come etichetta, ma mi auguro di riportare entusiasmo. Voglio far esprimere al meglio tutti, questo sì. Dobbiamo avere spirito di rivalsa, qualcuno può ritornare campione: voglio raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati".

Nandez può fare anche il quinto nel 3-5-2, c’è uno alla Schiattarella alla Spal?
"Nahitan può giocare in più soluzioni, ha grande intelligenza e stiamo valutando vari aspetti. Vedremo da qui a sabato, quando certamente avrò le idee più chiare. Con i cinque cambi possiamo intervenire tanto, ma mi auguro che questo non sia sempre necessario. In rosa Non c’è un giocatore con caratteristiche simili a Schiattarella, qui ho più giocatori di gamba".

Quanto hanno influito i gol presi allo scadere e da cosa dipendono?
"Credo dipenda solo dall’attenzione. Ma voglio parlare di equilibrio, stiamo cercando di intervenire in questo senso, così da avere massima concentrazione nelle due fasi nei momenti cruciali della partita".

Dopo tanto tempo un subentro, proprio come con la Spal. Ci sono analogie?
“Di quel periodo e di quella gara contro il Crotone mi ricordo il risultato finale, nel periodo forse più brutto ma che ci ha dato grandi soddisfazioni. Il primo anno tutti ci davano per retrocessi alla Spal, e forse qualcuno lo sta dicendo anche di questo Cagliari e poi non è successo: vogliamo ribaltare questo pronostico. Quello che ho ottenuto fin qui è stato grazie alla mia voglia di mettermi in discussione. A Ferrara ho puntato tanto sull'unità del gruppo, questa è la base. Non giochiamo solo per il Cagliari ma rappresentiamo una terra intera e anche i giocatori devono sentirlo. Questa è una squadra con una storia particolare”.