Una vittoria che vale doppio: la Fiorentina onora Commisso e rilancia la corsa salvezza
La Fiorentina ha espugnato il Dall’Ara con una prova di grande solidità e personalità, conquistando tre punti fondamentali in una gara dal peso specifico enorme. Un successo che vale doppio: per la classifica, perché in attesa del verdetto di Milan-Lecce di stasera la squadra di Vanoli ha agganciato i salentini al quartultimo posto, e per il contesto emotivo, visto che si trattava della prima partita dopo la scomparsa di Rocco Commisso. I viola hanno giocato con concentrazione e intensità per 88 minuti, controllando il match e dimostrando una maturità che nelle ultime settimane era spesso mancata. A macchiare un pomeriggio quasi perfetto soltanto due episodi: i beceri cori provenienti da un centinaio di tifosi del Bologna in Curva Bulgarelli (una vergogna su cui ci si augura vengano presi provvedimenti) e il gol di Fabbian nel finale, che ha “sporcato” il risultato senza però intaccarne il valore.
Segnali incoraggianti e individualità in crescita
Al netto del finale convulso, il pomeriggio in Emilia ha consegnato alla Fiorentina una serie di notizie estremamente positive. La prima riguarda il momento complessivo della squadra, che è salita a quota 11 punti nelle ultime sei gare e ha confermato una continuità di rendimento evidente, eccezion fatta per il primo tempo dell’Olimpico contro la Lazio. Poi c’è il ritorno al gol di Piccoli, che non segnava dallo scorso novembre contro il Genoa: una rete pesante, liberatoria, che può rappresentare una svolta anche sul piano psicologico. Sul piano dei singoli spiccano le prestazioni di Dodo ormai una certezza sulla corsia, e di Fagioli, autore di una gara di alto livello pur con il peso sulla coscienza dell’errore che ha innescato la rete rossoblù. Segnali, comunque, di una squadra viva e in fiducia.
Il ricordo di Commisso e lo sguardo al futuro
Su tutto, inevitabilmente, aleggia il ricordo di Rocco Commisso, evocato più volte nel corso della giornata (dalle maglie nel pregare al lutto al braccio, passando per i festeggiamenti della squadra dopo i gol) e celebrato in modo toccante dal gruppo negli spogliatoi, quando De Gea e soci hanno cantato in coro “Rocco, Rocco, Rocco!”. Un momento che racconta quanto questa vittoria vada oltre il semplice dato sportivo. Ora però serve continuità: la sfida salvezza di sabato contro il Cagliari sarà un passaggio chiave per capire se la Fiorentina ha davvero svoltato. Bologna può essere l’inizio di qualcosa di più di una semplice reazione emotiva. Sta ai viola dimostrarlo.
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