Di Livio: "Non essere rimasto come dirigente viola è un rimpianto che resterà per tutta la vita"

Di Livio: "Non essere rimasto come dirigente viola è un rimpianto che resterà per tutta la vita"FirenzeViola.it
Oggi alle 14:15Ex viola
di Redazione FV

Angelo Di Livio, grande ex della Fiorentina, ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali del club viola in occasione del centenario. Queste alcune delle sue dichiarazioni: "Per un calciatore è un orgoglio perché far parte della storia di una società è sempre molto gratificante. Al centenario mi sono commosso tantissimo. Firenze per me è stata una bellissima scoperta, sono venuto qui per Trapattoni e il rapporto che avevo con lui. Giocare la Champions League, l'Europa League e vincere la Coppa Italia. Poi c'è il fallimento che in quel momento è stato drammatico per tutti, soprattutto per i tifosi. Poi però è nata una storia bellissima che io tutt'ora racconto. Siamo partiti da zero senza le maglie per allenarci e i palloni. In pochi anni però siamo tornati al grande calcio".

Qual è il tuo più grande rimpianto con la Fiorentina? "Il mio più grande rimpianto è che a fine carriera sarei potuto rimanere qui. Le tante promesse e le tante chiacchierate, tante situazioni. Io poi non chiedo, basta che me lo dici una volta. Sono però spariti tutti. Ero pronto per fare il dirigente dando un grande contributo fuori dal campo. È un rimpianto che mi porterò dietro per tutta la vita. La mia idea era di rimanere tanti anni a Firenze, abbiamo dovuto cambiare i programmi".