BIGICA, Chiesa, tocca a te. Vlahovic non si accontenti

15.07.2020 13:30 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lady Radio
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
BIGICA, Chiesa, tocca a te. Vlahovic non si accontenti

Emiliano Bigica, fresco ex allenatore della Fiorentina Primavera, ha parlato di vari temi viola: "Con la Fiorentina sicuramente è un arrivederci: devo molto sia alla vecchia che alla nuova proprietà, sono convinto che le strade si incroceranno di nuovo. Sicuramente mi brucia non aver finito sul campo, ma non si poteva fare diversamente. La finale di coppa penso sarà giocata prima della nuova stagione, faccio il tifo per i miei ragazzi perché si riesca a gioire come l'anno scorso. Ci siamo costruiti la possibilità di giocarci un'altra finale, e scrivere ancora pagine importanti".

Questa col Lecce, per la prima squadra, è partita chiave? Si salva la Fiorentina?
"La stagione è strana, stravolta dal Coronavirus. C'è chi prima della sospensione stava facendo molto bene, trovandosi in situazioni poco felici alla ripresa: per me tra queste c'è la Fiorentina, che ora deve stringere i denti per un ultimo sforzo: è attesa da due partite complicate come Lecce e Torino che sono da affrontare come due finali. Soprattutto quella di stasera, permetterebbe una distanza tale per poter finire con tranquillità".

Che dire di Vlahovic?
"Un 2000 che gioca così in Italia, dove la vita è molto dura per gli attaccanti, ha già un bottino di tutto riguardo. Ma non si deve accontentare: ha le potenzialità per alzare l' asticella. Se riesce a segnare due-tre gol da qui a fine stagione crescerebbero fiducia, autostima e fiducia di mercato. La Fiorentina, oltre a un potenziale tra le mani, avrebbe un giocatore sul quale ripartire già dall'anno prossimo. Se si accontenta non è sulla strada giusta: deve chiedere di più a se stesso".

E su Chiesa?
"Ha bruciato le tappe, ora attraversa un periodo di appannamento. Non credo le voci lo disturbino, ma devono fargli da sprone: credo sia stato punto nell'orgoglio. In queste ultime partite ha l'obbligo, assieme ai suoi compagni, di togliersi da questa situazione. Il gruppo spesso si affida ai giocatori più rappresentativi che ha, visto che è pure una delle squadre più giovani del campionato".

Un consiglio per Sottil?
"Riccardo è un giovane dotato di grande potenziale: ha un grande strappo, dovrebbe approfittare di questa situazione e del fatto che si giochi ogni tre giorni. Così lui e altri Primavera possono dare una mano a Iachini: lui però deve capire che, pure se fosse solo un minuto in campo, deve sfruttarlo per mettere in difficoltà il tecnico. Sicuramente è migliorato anche in fase difensiva, penso che tornerà utile. Ora c'è da mettere da parte ego ed individualismi per lavorare di squadra. La situazione non è grave né complicata ma può diventarlo se in queste due partite non si fa gruppo".

Chi è il giovane che l'ha sorpresa di più quest'anno, Dalle Mura?
"Non è piacevole fare nomi, potrei dimenticarmi di qualcuno. Dalle Mura è un ragazzo del 2002 che sono convinto farà strada: ha fame e l'umiltà giusta, oltre ad avere esperienza in campo internazionale visto che è sempre stato convocato sin dall'Under-15. Di altri, che ho allenato quest'anno, non mi viene in mente nessuno, serve lo step perché passino dalla Primavera ai grandi, e questo, l'aspetto mentale, è la cosa principale e non è affatto scontato".

Come lo racconterebbe il mondo delle giovanili che ha toccato con mano?
"Quest'anno probabilmente avevo la migliore tra le squadre avute in tre anni, ma commettevamo sempre qualche errore e non riuscivamo a fare risultato. Il campionato Primavera vede uscire giocatori migliori secondo me rispetto al passato".