Cagni: "Finalmente Fagioli! Kean? Dai suoi occhi si vede la passione ed è legato alla Fiorentina"
Oggi al Bar Sport del Museo del Calcio si è tenuta la presentazione del libro scritto da Gigi Cagni e intitolato "Rànget", ovvero "Arrangiati". Questa le parole dell'ex allenatore di Piacenza, Empoli, Verona e Sampdoria ai microfoni della nostra inviata Luciana Magistrato: "Il titolo del libro dice tutto, in dialetto bresciano vuol dire 'arrangiati'. Ho pensato di scrivere questo libro proprio perché non c'è più l'uso di questa parola. Mia madre me lo diceva sempre mia mamma quando le chiedevo cose superflue. Questo ti porta a crescere".
Cosa prevede per questi playoff della Nazionale?
"Io non prevedo niente, perché è molto difficile farle. Stiamo ancora a sperare che si vada al Mondiale per la terza volta. Questo dice tutto. Significa che c'è qualcosa da cambiare. Spero che si vada al Mondiale".
È confortante il ritorno alla rete di Moise Kean?
"È chiaro, è un attaccante puro e di qualità. È migliorato tantissimo negli ultimi anni, mentre i primi tempi aveva qualche problema a livello realizzativo. È un bravo ragazzo e un professionista che ha passione e si vede dai suoi occhi. Lui sa cosa vuol dire essere legati a una maglia".
Su Kean ci sono molte voci di mercato, cosa consiglia all'attaccante viola?
"Io già la scorsa estate ho detto che se è furbo rimane. Il futuro non lo so. Poi ci sono anche altri discorsi di cui non sappiamo".
Cosa pensa dello sviluppo di Fagioli in chiave Nazionale?
"Finalmente è ritornato Fagioli. Lui ha avuto delle vicissitudini, probabilmente è maturato più tardi come uomo. Lui ora sta diventando anche un uomo oltre che un ottimo calciatore".
La vittoria contro il Pisa quanto è valsa per la Fiorentina?
"Io non avevo mai pensato che la Fiorentina potesse lottare per retrocedere. Io conosco tutte le squadre di Serie A e la Fiorentina non aveva la rosa da retrocessione, serviva uno scatto mentale che è arrivato con Vanoli. Nel cervello dei calciatori ci sono due cose che portano a uno scatto mentale: il primo è non perdere, il secondo è vincere".
Domani la Fiorentina deve dare dimostrazione della propria mentalità nonostante il risultato ampio?
"Bisogna che maturino anche i calciatori. Sono dei professionisti e secondo me un allenatore non dovrebbe dire che c'è bisogno di dare una prova mentale, non dovrebbe aver bisogno di dirlo, ma se Vanoli ha detto così va bene. Sono contento per Vanoli perché per un allenatore è importante trovare la soluzione per uscire da un momento di difficoltà".
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