Como e Bialystok sono due lampi di normalità in un'annata di tanti errori. I viola hanno tutto per risollevarsi
Ma quale carro e carro, la Fiorentina in Polonia ha fatto il suo dovere, e altrettanto dovrà fare come minimo nelle prossime 4 sfide, più o meno tutte alla portata della squadra viola. La premessa è d’obbligo, ed esula inevitabilmente dalla cautela che gioco forza il mondo viola dovrà mantenere prima di considerarsi fuori dalle paludi della bassa classifica. Però di fronte a chi volesse spacciare le ultime due vittorie consecutive come la dimostrazione che talune recriminazioni potessero sembrare fuori luogo sarà bene ricordare che la condizione attuale della Fiorentina è comunque figlia di una gestione forse mai così fallimentare nei 7 anni di gestione Commisso.
I viola sono tornati squadra
Senza voler entrar nel merito del valore degli avversari, la notizia migliore della missione polacca è che anche nella sua versione europea il gruppo viola si è riscoperto tale. Alle buone indicazioni di Como, almeno in termini di compattezza, sono seguite quelle di Byalistok dove la Fiorentina scelta da Vanoli ha sì pagato in termini di gioco, ma non di unità. Un segnale da tenere di conto, visto che è stato soprattutto sotto questo profilo che per tutta la prima parte di stagione i viola sono mancati, e al quale dar seguito anche con ulteriori progressi, magari sul piano del gioco.
Un valore da dimostrare dopo esser stati troppo brutti per essere veri
E’ però in questa sottile distanza tra gioco e coesione del gruppo che si giocano gran parte delle difficoltà viola in questa stagione, perché se in Polonia è emerso chiaro il divario tra la Fiorentina e lo Jagellonia, anche in campionato la rosa a disposizione di Vanoli ha tutto per risollevarsi. Ovvio, nessuno sta dando per scontato il risultato di lunedì (o quelli successivi), ma gioverà ricordare che se la Fiorentina ha trascorso praticamente tutta la stagione in piena zona retrocessione è anche perché si sono accumulate problematiche, mancanze ed errori in quantità industriale. Una sorta di galleria degli orrori che ha reso la classifica della squadra sempre più preoccupante, anche oltre limiti e difetti di un mercato estivo poi rivelatosi fallace.
Tutti i presupposti per ripartire
Ed è poi anche da questo presupposto che si può partire nel mantenere un minimo di ottimismo, o quanto meno una dose sufficiente ad affrontare le prossime sfide con moderata fiducia. Perchè al di là di qualsiasi discussione è innegabile che il valore della rosa a disposizione sia superiore al terz’ultimo posto della massima serie, e che per aver attraversato mesi così bui ci debbano essere stati ben altri problemi rispetto al semplice valore della Fiorentina. Che per carità, di certo ha mostrato il suo lato più oscuro, ma che al tempo stesso ha dalla sua valori che la collocano per forza di cose ben al di sopra della categoria rappresentata dallo Jagellonia, ma pure di squadre come Pisa, Udinese, Parma e Cremonese che i viola affronteranno nel giro di qualche settimana.
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