Un derby che non può essere fallito. Fiorentina, tornano tutti o quasi… per la salvezza verso un mucchio selvaggio. Dopo Como e Bialystok non deludeteci
In altri periodi sarebbe stato un derby intriso, e non è poco, solo di formidabile rivalità. Adesso, invece, nelle condizioni di classifica in cui annaspano Fiorentina e Pisa, questa sfida vale tutto. Altro che 3 punti per l’orgoglio e via andare. Per i nerazzurri è forse l’ultima possibilità di rientrare in gioco. Infatti il nuovo tecnico, Oscar Hiljemark, vecchia conoscenza di Palermo e Genoa, non ha scelto mezze misure: “Si va a Firenze per vincere”. Per la Fiorentina è anche o soprattutto l’occasione di calare il tris, ovvero tre vittorie consecutive, salendo a 24 punti e buttandosi in mezzo a quello che ha tutta l’aria di diventare un mucchio selvaggio. In virtù delle sconfitte di Lecce e Torino, col Verona sempre ultimo e la Cremonese travolta dalla Roma nel posticipo di ieri, la graduatoria in fondo è diventata una bella bolgia. Se pensiamo a dove erano i viola qualche settimana fa, adesso la prima fase sembra quasi terminata: raggiungere un piccolo plotone di squadre per sentire il caldo della concorrenza. Dal punto di vista psicologico un conto è guardare gli altri da dietro, ben altro fare a spallate. Non giriamoci intorno, la Fiorentina non può fallire l’appuntamento del tardo pomeriggio (ore 18,30) al Franchi. Le scuse sono finite. L’illusione dell’alba del 2026 con due vittorie e due pareggi, è stata spazzata dalla tre sconfitte in sequenza (una delle quali a Firenze in Coppa Italia col Como). L’abisso era di nuovo a portato di mano. Invece, quel colpo di reni in riva al lago nel giorno di San Valentino e la prestazione convincente nel frigorifero di Bialystok, hanno regalato di nuovo una prospettiva diversa, per taluni aspetti anche più convincente di quella di gennaio, poi rivelatasi effimera. Proprio perché c’e’ sta quella famosa ricaduta, non è possibile immaginare che i viola sprofondino ancora nell’errore precedente. E’ un appello: Fiorentina non ci deludere più. Quante volte abbiamo scritto che sul piano del pallone i viola risultavano una formazione inaffidabile, forse la peggiore per questa caratteristica. Ecco, sarebbe arrivato il momento - visto che con la partita di oggi ne mancano solo 13 alla fine del campionato - di fabbricare un minimo di continuità.
Il Pisa dovrebbe scegliere un prudente 3-5-2 mentre Vanoli dovrebbe recuperare tutti o quasi rispetto alla gara di giovedì in Polonia. Al centro dell’attacco Kean che ha potuto gestire al Viola Park il problema alla caviglia. Così come Dodò che aveva solo da smaltire un po’ di stanchezza lavorando con serenità al centro sportivo. De Gea, seppur con un dito dolorante, si rimetterà i guanti e comunque complimenti a Luca Lezzerini per l’ottima prova offerta contro lo Jagiellonia. Arruolato anche Solomon, uno che fa un gran comodo alla Fiorentina. I dubbi sono per Gudmundsson e Rugani. Il primo ha ancora criticità al piede, al massimo con un sforzo di ottimismo potremmo vederlo in panchina. Rugani è a posto, ma la condizione nel recupero non è ancora al massimo. Pure lui potrebbe andare nella nota ufficiale, ma non come titolare. Il Franchi è pronto sgolarsi, speriamo che la Fiorentina lo ascolti.
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