Darwinismo tattico: Brescianini e Gudmundsson chiamati a evolversi per 'sopravvivere' nella Fiorentina di Fabio Grosso
Non un bel periodo per essere biondi in casa Fiorentina. Perché tra i calciatori che sembrano più sul mercato rispetto agli altri ci sono Marco Brescianini e Albert Gudmundsson, stesso capello dorato, stessa incertezza sul futuro. Perché nel rispettivo periodo in viola (sei mesi per il primo, due anni per il secondo) nessuno dei due ha convinto e perché il vento di rivoluzione è pronto a scompigliare soprattutto i due biondini. Nonostante questo, per via di una rosa ancora altamente disfunzionale, entrambi sono in gruppo, in partenza per l'Inghilterra e potranno giocarsi le loro chance di permanenza cercando una sorta di salto della specie. Nella terra di Charles Darwin, cercheranno di evolversi tatticamente per sopravvivere.
Nuovo terzino
Per avere cittadinanza nella rosa della Fiorentina 2026/27 entrambi sono chiamati a un cambio ruolo. Glielo ha fatto capire lo stesso Fabio Grosso, partendo da Brescianini. Arrivato per dare dinamismo e inserimento al centrocampo di Vanoli, l'ex Atalanta non ha portato né l'uno né l'altro. Così, con un centrocampo ingolfato ulteriormente dagli arrivi di Atta e Oulai, per 'Brescia' lì in mezzo di spazio non ce n'è. Grosso lo ha quindi arretrato a esterno basso a sinistra, ruolo fatto qualche volta a inizio carriera. E in quella posizione ha cominciato la prima amichevole stagionale col Gubbio, dimostrando ancora di non essere a suo agio nel nuovo vestito tattico che l'ex Sassuolo sta provando a cucirgli addosso. L'impressione è che Grosso insisterà ancora, anche perché fino all'arrivo di Valdepenas a sinistra c'è una voragine.
Un dieci come esterno
Un'occasione quindi per Bresciani. Un'occasione, l'ennesima, anche per Albert Gudmundsson. Dopo due anni grigi a Firenze anche il club si è convinto che l'islandese non sia più imprescindibile e ha dato mandato ai procuratori di trovare una soluzione in uscita. In attesa che qualcuno abbocchi, Gud rimane però in piena rosa, senza separazione in casa o altro. Scherza sui social per il lavoro di preparazione ("Che bello allenarsi a 40 gradi" ha scritto l'altro giorno su Instagram, in riferimento al ritiro torrido al Viola Park) e appare dentro anche dal punto di vista mentale al gruppo. Grosso lo stima ma ha difficoltà a riciclare uno come lui, una mezzapunta anacronistica per i sistemi di gioco odierni, nel 4-3-3. Lo sta facendo partire largo a sinistra, posizione in cui lo ha schierato anche Vanoli in qualche uscita, con risultati alterni. Lui per adesso sembra un pesce fuor d'acqua. Dalla volontà di mettersi a disposizione del numero dieci (che per adesso è totale) passerà la sua permanenza.
Lo scenario
Ragionamenti di campo, pronti a essere spazzati via dal mercato. Perché, come detto, entrambi sono sulla lista dei cedibili. Su Brescianini - pagato nel complesso, tra prestito oneroso e riscatto obbligato dopo la salvezza ottenuta, 11,5 milioni - c'è l'interesse del Sassuolo. Per l'esborso fatto la Fiorentina non si può permettere di cederlo a meno di 10 milioni, prezzo che in questo momento scoraggia le pretendenti, ma il centrocampista può partire in prestito. Per Albert Gudmundsson alcuni ammicchi con Juventus e Atalanta che però non hanno mai fatto sul serio. L'impressione è che le cessioni più pesanti arriveranno solo ad agosto inoltrato. Sia Brescia che Gud hanno quindi tutta la tournée inglese e anche eventualmente un altro paio di amichevoli per convincere società, piazza e allenatore.
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