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Vanoli studia il Club Bruges: l’Inter non è imbattibile, ecco come far male ai nerazzurri

Vanoli studia il Club Bruges: l’Inter non è imbattibile, ecco come far male ai nerazzurriFirenzeViola.it
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Oggi alle 19:00Copertina
di Alessandro Di Nardo

Un testa-coda nel quale la differenza di valori è evidente. L'Inter di Christian Chivu, prima a pari merito con la Lazio, ospita una Fiorentina penultima a quota 4 punti, ancora alla ricerca di certezze e di una svolta alla propria stagione. Quella di domani a San Siro si presenta come una missione proibitiva per i viola. Eppure, anche una delle squadre più forti del campionato può avere punti deboli. Lo ha dimostrato il rocambolesco 3-4 contro il Club Bruges in Champions League, una partita dalla quale Paolo Vanoli può ricavare indicazioni utili per preparare la sfida.

Njie come Forbs

Perché lo ribadiamo, anche se non ce n'è bisogno. Il Bruges in questo momento è a un altro livello rispetto alla fiorentina, ma i viola possono ricordare i belgi quantomeno per alcune caratteristiche in rosa (entrambe squadre giovani, potenzialmente sbarazzine e tecniche). Il primo nome da cui ripartire è quello di Carlos Forbs. L'esterno del Bruges ha messo a ferro e fuoco la difesa nerazzurra, conquistando il rigore del vantaggio e servendo due assist. La sua velocità ha costretto l'Inter a rincorrere, evidenziando le difficoltà quando deve difendere in campo aperto contro avversari capaci di puntare l'uomo. Per caratteristiche, la Fiorentina può cercare una soluzione in Alieu Njie, chiamato a sfruttare la propria gamba per attaccare gli spazi. Anche Franco Mastantuono può offrire imprevedibilità nell'uno contro uno. Il divario tecnico resta, ma riuscire a isolare gli uomini offensivi può diventare una delle chiavi della partita. Certo, poi manca un Tresoldi nei viola (non ce ne voglia Pellegrino a cui auguriamo di emulare il classe 2004 con una tripletta al Meazza).

Il bug dell'Inter

Un altro problema emerso contro i belgi riguarda gli spazi ai lati del centrocampo nerazzurro. Quando il Bruges riusciva a consolidare il possesso, attirava l'Inter su un lato e poi cercava quello opposto, approfittando delle difficoltà della mediana a scivolare rapidamente. Un meccanismo che la Fiorentina dovrà provare a riprodurre attraverso una circolazione paziente, affidandosi a Fagioli per dare ordine alla manovra e cercando di liberare gli esterni offensivi sul lato debole. Per riuscirci serviranno tempi di gioco e precisione: forzare la verticalizzazione o perdere il pallone con troppa fretta rischierebbe soltanto di riconsegnare l'iniziativa ai padroni di casa. E' sempre stato un problema strutturale dell'Inter degli ultimi anni, ma in generale di un sistema come il 3-5-2 che fatica a coprire le corsie; in caso di ribaltamento rapido di fronte e di sovrapposizione degli esterni bassi, il Dimarco di turno può trovarsi in un uno contro due difensivo. Semplice a dirlo, difficile, e coraggioso, farlo a San Siro.

Senza pressioni

C'è però una differenza sostanziale rispetto al Bruges. I belgi hanno affrontato la sfida con fiducia, automatismi consolidati e qualità tecnica per uscire anche dalle situazioni più complicate. La Fiorentina, al contrario, sta ancora cercando equilibrio e continuità: pensare di replicare quella prestazione per novanta minuti sarebbe irrealistico. L'Inter resta una squadra capace di produrre occasioni in quantità e di punire ogni errore.

Per i viola la strada passa quindi da una partita ordinata, dalla capacità di soffrire senza disunirsi e dalla lucidità nel ripartire. Velocità sugli esterni, cambi di fronte e un'uscita ragionata dalla pressione sono le tracce da seguire. Il Bruges ha dimostrato che l'Inter non è imbattibile; Vanoli dovrà capire come trasformare quelle indicazioni in un piano sostenibile per la sua Fiorentina.