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Franco tiratore...forse troppo? Mastantuono e un grido d'aiuto a Vanoli: il talento argentino va valorizzato

Franco tiratore...forse troppo? Mastantuono e un grido d'aiuto a Vanoli: il talento argentino va valorizzatoFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 13:00Copertina
di Alessandro Di Nardo

Al debutto a San Siro, a diciannove anni appena compiuti. Franco Mastantuono è ormai abituato a bruciare le tappe: il suo anno di nascita, il 2007, spesso viene quasi dimenticato quando si parla di un calciatore che ha già vissuto esperienze in Nazionale argentina e indossato le prestigiose maglie di River Plate e Real Madrid. Un altro tassello da aggiungere a un curriculum già luccicante arriverà domenica alle 12.30, quando è in programma Inter-Fiorentina. Masta ci arriva dopo aver perso, almeno sulla carta, il duello con l'altro grande crack argentino del nostro campionato, Nico Paz, ma anche dopo aver dimostrato di poter essere un fattore, uno dei pochi portatori sani di genio nell'attuale rosa viola. Contro il Como non ha trovato gol o assist, ma ha provato a caricarsi la squadra sulle spalle: in 69 minuti ha completato quattro dribbling, vinto nove duelli e percorso 7,6 chilometri, risultando uno dei più intraprendenti tra i viola. Nico Paz, in 61 minuti, ha invece firmato una rete e un assist, indirizzando il confronto dalla propria parte. La differenza, insomma, l'hanno fatta soprattutto gli episodi e la concretezza, non la voglia di incidere, anche se il solco tra i due l'ha fatto soprattutto un dettaglio: metà primo tempo, Mastantuono scappa palla al piede e il connazionale lo affossa, giallo per interrompere la ripartenza. Inizio ripresa, stessa situazione a parti inverse, l'argentino in viola non riesce a fermare fallosamente la ripartenza del compagno in Albiceleste, che con un assolo spacca il centrocampo e serve Douvikas per il 3-1 definitivo.

Il sistema

In generale la mole di gioco del talento di Azul è già impressionante e a colpire sono soprattutto i 27 tiri totali tentati nei suoi primi spezzoni di Serie A. Soltanto Nico Paz (rieccolo) tra i pari ruolo tenta così tante volte la conclusione, un numero altissimo di soluzioni personali che a qualcuno ha fatto sorgere il dubbio: non è che il trenta in viola è un po' troppo egoista? Il desiderio di cercare la stoccata da qualsiasi posizione però non nasce da un pensiero egoistico, bensì spesso dalla consapevolezza di avere un tiro che pochi hanno in Italia ma soprattutto dalla mancanza di altre soluzioni. Mastantuono partirà ancora da destra, ma la questione per Vanoli non riguarda soltanto la posizione in campo. L'argentino ha qualità nell'uno contro uno, inventiva e personalità, ma va messo nelle condizioni di sfruttarle senza dover costruire praticamente da solo ogni azione offensiva. Emiliano Viviano, ex portiere intervenuto su Radio FirenzeViola, ha indicato proprio questo limite: «Avete mai visto la squadra che porta Mastantuono ad avere occasioni? Mettimelo nove volte in uno contro uno come fa la Juve con Conceição, e poi vediamo». E ancora: «Agli esterni dovremmo lasciare l'uno contro uno, noi facciamo il contrario, chiediamo a lui di creare occasioni». Il tema è sgravare il classe 2007 da qualche compito di prima costruzione, evitando di consegnargli il pallone sempre nella stessa zona e chiedergli poi di saltare più avversari per inventare qualcosa. Anche perché, come sottolinea Viviano, «ha 19 anni, non è mica Yamal»: margini di crescita e miglioramento nelle scelte sono inevitabili, ma non può essere sempre lui a dover risolvere le partite».

La prova di San Siro

Contro l'Inter, senza Lautaro Martinez indisponibile, Mastantuono avrà una nuova vetrina per confermare le proprie qualità e provare a lasciare il segno in uno degli stadi più prestigiosi d'Europa. Il talento non manca, come raccontano anche i numeri della sfida con il Como: sette dribbling tentati, quattro riusciti, diciannove duelli ingaggiati. Dati che restituiscono l'immagine di un giocatore che non si nasconde, cerca il pallone e prova a creare superiorità anche quando la squadra fatica a sostenerlo. Adesso tocca a Vanoli trovare il modo di valorizzarlo: perché il potenziale di Franco è evidente, ma per trasformarlo in rendimento continuo serve una Fiorentina che gli dia riferimenti, soluzioni e la possibilità di attaccare l'uomo. A San Siro, la Scala del Calcio, un'altra occasione per fare un passo avanti.