La Roma pensa a Paratici: la fiducia del club viola e i primi nodi da sciogliere
La voce circola con insistenza, ma ridurla a semplice suggestione sarebbe un errore: l’interesse della Roma per Fabio Paratici ha basi concrete e non da oggi. In un momento di transizione, segnato dall’imminente separazione tra il club dei Friedkin e l’attuale ds Massara (la seconda parte del terremoto in arrivo dopo l’addio di Claudio Ranieri), il profilo del dirigente piacentino sta emergendo come uno dei più apprezzati sulla piazza. E questo non solo a Trigoria: anche altre realtà del calcio italiano hanno registrato con attenzione l’impatto avuto da Paratici nei primi mesi alla Fiorentina, dove ha rapidamente rimesso ordine e visione all’area tecnica. Contribuendo - col suo diktat “testa nel carrarmato” - in modo decisivo alla salvezza.
Firenze al centro del progetto
C’è però un altro dato di fatto che frena, almeno per ora, ogni scenario: Paratici non si guarda attorno. Il suo presente è totalmente assorbito dalla rifondazione estiva della Fiorentina, un progetto ambizioso sostenuto anche da un contratto lungo (quattro anni e mezzo) sottoscritto a gennaio scorso e dalla sua fiducia nella proprietà guidata dalla famiglia Commisso. Un legame rafforzato anche sul piano umano: dopo il periodo di squalifica e la parentesi al Tottenham, è stato proprio il club viola a offrirgli per primo la possibilità di tornare protagonista in Italia. Un’opportunità che il dirigente non ha mai smesso di riconoscere pubblicamente. La stessa società ha fatto trapelare in queste ore che le voci uscite sul conto del direttore sportivo lascino il tempo che trovano.
Equilibri interni e scenari aperti
Tutto definito, dunque? Non completamente. Le prossime settimane diranno molto sul reale margine di manovra che Paratici avrà nella costruzione della nuova Fiorentina. Al momento non si registrano frizioni ma è noto come all’interno del club convivano più anime su più temi, a partire dalla questione allenatore: c’è chi ad esempio da settimane spinge per la conferma di Vanoli e chi, come lo stesso ds, preferirebbe un cambio. Dinamiche simili attraversano anche altre aree strategiche della società (non è un mistero che da mesi riflessioni riguardino il settore medico e il ruolo del team manager). In questo contesto, la corte della Roma - nella cui Primavera peraltro gioca il figlio del ds viola, Lorenzo - suona come un segnale chiaro: se a Paratici verrà garantita piena autonomia, il matrimonio con la Fiorentina continuerà. In caso contrario, le sirene potrebbero tornare a farsi sentire. Avviso ai naviganti.
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