Dagli inviati

Gonzalo: "La Fiorentina ha bisogno di Pellegrino. Mastantuono? Ha bisogno di adattamento"

Gonzalo: "La Fiorentina ha bisogno di Pellegrino. Mastantuono? Ha bisogno di adattamento"
Oggi alle 15:10Copertina
di Redazione FV
fonte dai nostri inviati al Viola Park - Luciana Magistrato e Pietro Lazzerini

Presente al Viola Park per il pranzo con gli ex viola nel giorno del Centenario della Fiorentina, Gonzalo Rodriguez, ex difensore e capitano del club ha parlato così ai media presenti: "È un regalo essere qua, quindi stiamo godendo questo momento. La cosa più importante è che ancora la Fiorentina si ricorda di noi. È passato tanto tempo, sembra ieri, perché quando siamo arrivati eravamo in un albergo a Bagno a Ripoli e oggi siamo ancora a Bagno a Ripoli. È sempre bello tornare e vedere tutta questa gente, fenomeni che hanno giocato nella Fiorentina. Per me è un lusso".

Come le sembra la Fiorentina che sta nascendo quest'anno?
"Ha bisogno di tempo. È una Fiorentina nuova, con tanti giocatori e un allenatore nuovi, quindi ha bisogno di tempo per conoscersi e trovare la propria identità. Sono state giocate solo due partite, quindi speriamo che oggi arrivi una vittoria, così festeggiamo tutti".

Che ne pensa di Mateo Pellegrino?
"È bravo, è un centravanti forte, alto. È importante perché la Fiorentina ha bisogno di un giocatore così".

Sono arrivati tanti giocatori nuovi. Chi l'ha colpita maggiormente?
"È difficile dirlo perché è appena iniziato tutto. A me quello che piace di più è Fagioli, è un giocatore completo. Quindi ci aspettiamo molto da lui".

Che aspettative ha per Franco Mastantuono?
"Franco è un giocatore che ha 19 anni, quindi ha ancora bisogno di adattarsi al calcio italiano. Non è facile per gli attaccanti, perché qui i difensori sono più duri e più forti. Ha bisogno di quel periodo di adattamento che hanno tutti i giocatori, a maggior ragione uno di 19 anni".

Voi avete trovato subito una vostra identità. Quanto è importante per questa Fiorentina?
"È importante perché, alla fine, è quello che ti permette di giocare tutte le partite allo stesso modo e di fare un bel calcio. È quello che è successo a noi. Ma ci vuole tempo. Non si può fare in una o due partite: l'allenatore ha bisogno di lavorare, sono arrivati tanti giocatori nuovi e l'adattamento al calcio italiano non è facile. Speriamo di vincere, perché i risultati ti fanno lavorare meglio. Quindi speriamo di vincere".

Il vostro gruppo, all'epoca, era molto unito. È ancora oggi il segreto di quella Fiorentina che ha fatto divertire tutti i tifosi?
"Sì, è importantissimo il gruppo: trovarsi bene con i compagni, lottare tutti insieme per un obiettivo, che è quello di far vincere la Fiorentina. Noi ce l'avevamo e speriamo che anche questa Fiorentina possa trovare questa unità di gruppo, perché è importantissima".