Fabio Grosso si presenta: "La Fiorentina è una grandissima opportunità. Voglio una Viola competitiva e duratura. Lavoreremo sul 4-3-3"
Giorno di presentazioni in casa Fiorentina. Oggi alle ore 14, presso il media center del Viola Park, prende la parola Fabio Grosso, nuovo tecnico della Fiorentina che si presenta davanti alla stampa. Ecco le parole del nuovo allenatore, che ha firmato un contratto con il club dei Commisso fino al 2028 con opzione per l'anno successivo:
Venti anni fa vinceva il Mondiale, oggi la vediamo a Firenze. Cosa l'ha convinta del progetto?
"Intanto ringrazio i direttori Ferrari, Paratici e Goretti per questa opportunità. Grazie anche alla proprietà per l'opportunità che mi sta dando. La Fiorentina è un club storico e per me essere qui è un grande orgoglio. Ringrazio anche il Sasssuolo, ho passato due anni bellissimi. E' grazie a loro se oggi sono qui. Sono felice di essere qui. Mi avete chiesto del 2006... gli anni passano ma il livello che abbiamo toccato quell'anno resta nella storia e per me questo è un motivol di orgoglio. E' passata tanta acqua sotto i ponti in questi 20 anni e io ho cambiato mestiere. Ne sono passati anche 30 da un campionato Juniores regionale dove giocavo: è una curiosità che mi piace ricordare. Mi piace tanto stare a contatto con i ragazzi. Conosco le mie responsabilità, faremo di tutto per fare qualcosa di bello".
Cosa rappresenta per lei essere il tecnico viola nell'anno del centenario?
"Sono consapevole di quello che mi è stato chiesto: la società vuiole ricostuire qualcosa di bello e lo tengo presente. Poi però è il tempo e il lavoro che determinano le cose. Noi stiamo cercado di mettere dei tasselli per far crescere questo club. Vogliamo ricostuirire una Fiorentina competitiva e duratura".
Spera di vincere un trofeo alla Fiorentina?
"Ovviamente è nel sogno di tutti quello di riuscire a realizzare qualcosa di bello. Le emozioni sono determinanti, spostano i dettagli e le situazioni. Io vivo di emozioni. Ero emozionato quando parlavo di 30 e 20 anni fa così come lo sono oggi nell'essere qui. Sento che c'è la voglia e l'ambizione di voler alzare sempre l'asticella e questo è il nostro obiettivo. Certo, abbiamo ancora tanto da fare: devo ancora conoscere i ragazzi e sentire cosa sentono, è fondamentale che anche loro sentano le stesse cose".
Di cosa vuole essere orgoglioso di questa avventura?
"Vorrei essere orgoglioso di aver realizzato quello che vogliamo fare. Vogliamo fare della Fiorentina una squadra protagonista del nostro campionato. Ora però penso al presente... ma ogni tanto immaginare quello che vogliamo diventare può schiarirti la strada per arrivarci. Proviamo a non dire quello che voglio... servono più fatti che parole".
Ha parlato con i suoi giocatori? Qualcuno non farà parte del ritiro?
"A me piace sempre essere sincero: stiamo finendo di fare le ultime valutazioni. Oggi magari ci saranno anche altre novità... (ride, ndr). La gestione del gruppo è determinante. Per ora non ho chiamato nessuno, vogliamo prendermi tutto il tempo utile per decidere. Presto avrete la lista definitiva".
La sua squadra giocherà 4-3-3? Si aspetta degli esterni a breve?
"Bisogna sempre avere le idee chiare quando si va in un posto. Io ho sempre cercato di mettere in campo una squadra con qualità morali importanti ma anche con coraggio, con una proposta offensiva. Poi certo, alcune volte ti devi adeguare alla realtà che trovi. L'idea è quella di giocare 4-3-3: l'ho sempre fatto e voglio continuare a farlo".
E' in arrivo Atta, gran giocatore: lei come lo vede?
"Intanto faccio i complimenti al direttore... qualche giorno fa gli ho scritto e gli ho chiesto se era sicuro che il ragazzo venisse (ride, ndr). Sono contento di questo acquisto, vedo Atta come centrocampista. Ha qualità, quantità e un potenziale grandissimo. Lo vedo come mezzala sinistra".
Che idea si è fatto della piazza di Firenze?
"Sono sempre stato molto parsimonioso con le parole... a me piace ridere, scherzare... quando hai delle responsabilità devi fare le cose per bene ma poi le parole hanno un peso. Rispetto agli inizi ora sono più loquace. Ma voglio utilizzare ciò che dico nella maniera giusta. Se sono qui è perché la società ha valutato che sono in grado di stare qua. Qui c'è una passione grandissima, Firenze è una città unica al mondo e sento questa voglia di mettermi a lavoro. C'è grande desiderio di voler fare le cose al meglio e il direttore sta lavorando sodo per mettermi a dispisizone ragazzi bravi".
Sa già chi sarà il capitano della sua Fiorentina?
"Sarà una decisione importante: voglio conoscere tutti i giocatori e parlare con loro. Qui c'è bisogno di tante motivazioni visto che ci sono molte aspettative. Voglio sentire chi sente davvero questi valori per fare le cose insieme. Ci sarà un ordine di capitani ma prima voglio conoscere i giocatori".
Ci dice che giocatore è Thorstvedt?
"Non mi piace parlare dei ragazzi che non alleno... ma ringrazio tutti i miei ex ragazzi, compreso Kristian con cui ho avuto un ottimo rapporto. Ha grandi qualità e per ora nella testa ha altro. Lo stimo tanto come ragazzo ma oggi però non voglio parlare di singoli. Non ho fatto richieste specifiche perché sono nelle mani di un direttore che sa cosa fare".
Ci commenta gli arrivi di Viery e Dragusin?
"Scopriremo via via quali sono le caratteristiche dei nuovi giocatori e proveremo ad esaltarle. Sicuramente in alcuni momento potrò valutare di avere un terzino più bloccato. Io però mi fido del lavoro che fa il direttore. Viery ha un grande potenziale, lo voglio scoprire. Dragusin lo conosco meglio perché ha già giocato qui: è un acquisto importante".
Moise Kean è al centro del suo progetto?
"Lo conosco bene, ho inziato a lavorare alla Juve con lui e si vedevano già le sue potenzialità. Lo chiamai in Primavera da sotto età ed ha bruciato le tappe. Ha grande potenziale e doti fische e tecniche di primo livello. Voglio scoprire i suoi pensieri adesso".
Un altro che conosce bene è Fagioli: dove lo vede nella sua Fiorentina?
"Sì, lo vedo al centro del mio progetto. E' un ragazzo con qualità altissime, può fare grandi miglioramenti sotto tanti punti di vista: parliamo di un giocatore che ho sempre piacere di abbracciare quando incontro".
Qual è la sua politica nella gestione dei giovani? Sarà una squadra giovane?
"Faccio i complimenti alla Primavera e all'Under-18 per i successi centrati. Non è il primo obiettivo quello di vincere i trofei ma è bello farlo. L'idea di fare un mix c'è e fa parte della storia mia e del direttore. E' nei nostri pensieri quella di mettere dei giovani con i più grandi ma vedremo cammin facendo. Vogliamo avere all'interno delle risprse giovani".
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