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Dal salto triplo in panchina ai rimpalli assortiti: quanti problemi Fiorentina. E l'obiettivo stagionale, oggi, non può che essere la salvezza

Dal salto triplo in panchina ai rimpalli assortiti: quanti problemi Fiorentina. E l'obiettivo stagionale, oggi, non può che essere la salvezzaFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 13:00Copertina
di Tommaso Loreto
Il giorno dopo il 2-2 con l'Atalanta ancora il tecnico sul banco degli imputati. Ma crescono le contraddizioni tra quel che si pensava in estate e la squadra di oggi, in lotta per la salvezza e alle prese con più di un problema

Ci stava di perdere con Como e Inter ma erano certamente superiori le aspettative sulla sfida interna con l'Atalanta. In assenza di posizioni pubbliche serve andare a intuito sulle reazioni in casa viola al pari con i nerazzurri, punto che interrompe i tre k.o. consecutivi ma che non alimenta troppi entusiasmi viste le difficoltà e un gioco, o un'identità, che questa squadra ancora non ha a quasi 3 mesi dal suo assemblaggio sul mercato per circa 150 milioni di euro.

Le aspettative su Vanoli

E se stavolta l'intervento del tecnico non è così determinante com'era parso a Milano è più in generale la gestione di quel talento che il mercato estivo avrebbe dovuto portare a spingere Vanoli, di nuovo, sul banco degli imputati. Almeno per quanto racconta il dibattito cittadino e nella tifoseria. In realtà quel che può essere l'apporto dell'allenatore è davanti agli occhi di tutti con i mesi della passata stagione, ed era semmai sotto questo profilo che la società poteva evidenziare i perché della retromarcia post Grosso e che tipo di aspettative si nutrivano nel suo ritorno, stavolta con una squadra diversa. 

Triplo salto in panchina

Sotto questo profilo le mancate spiegazioni sul ritorno di Vanoli, su quel che gli si chiedeva a settembre rispetto a quanto comunicatogli a giugno, oggi alimentano una delusione nei confronti del tecnico comprensibile, ma altrettanto prevedibile, almeno alla luce delle difficoltà (di gioco e di identità) già vissute l'anno scorso. Senza contare la costruzione estiva di una squadra che si voleva votata all'attacco ma evidentemente non così vicina alle concezioni degli allenatori, Grosso prima e Vanoli poi, a dispetto della sfiducia alimentata pochi mesi prima. Un salto triplo dalle conseguenze rischiose, che oggi si stanno nitidamente palesando. 

Rimpalli e classifica

Insomma dalla difficoltà di allenare questa Fiorentina trapelata da fine agosto in poi fino al puzzle tirato in ballo ieri da Vanoli, non mancano nemmeno i rimpalli su come poi la squadra vada in campo. Il secondo tempo giocato da Oulai dopo gare da escluso (ma pure la spiegazione sulle difficoltà per via della lingua, aspetto sul quale potrebbe benissimo intervenire la società) o l'ingresso di Gonçalves nel recupero sono interrogativi senza risposta, come le valutazioni in arrivo da un attacco che oggi pare indebolito aggiungendo problemi a quelli già evidenti di una difesa con una media che fa paura. Ma pure segnali da comprendere all'interno del Viola Park, dove si professa massima unità, tanto più nelle riflessioni di una dirigenza che non si esprime su come taluni arrivi estivi siano ancora oggi dei misteri irrisolti (Atta e tempi di recupero inclusi).

In lotta per la salvezza

Insomma quella che doveva essere la stagione della ricostruzione è già fortemente pregiudicata, con un obiettivo non ben precisato che perde quota (di classifica) partita dopo partita. Dall'anno utile per ritrovare l'Europa all'anno di transizione, dalla costruzione delle basi fino all'evidente lotta per la salvezza (per il secondo anno consecutivo). Perchè in mezzo alla sensazione che la stagione della ripartenza sia già diventata ben altro, la Fiorentina deve prima di tutto salvars. E che sia stata costruita male, o non adeguatamente guidata dalla panchina, dovrà certamente fare meglio rispetto a ieri sera per cambiare una classifica che resta preoccupante.