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Caro Dzeko, hai sbagliato proprio tutto. Firenze vi aiuta sempre, voi che fate? Società silente, fa rima con assente

Caro Dzeko, hai sbagliato proprio tutto. Firenze vi aiuta sempre, voi che fate? Società silente, fa rima con assenteFirenzeViola.it
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Oggi alle 00:00Copertina
di Mario Tenerani

La Fiorentina fa paura perché non c’è una cosa che funzioni. Non c’è un indicatore che faccia sperare in un rovesciamento di fronte. Non c’è nulla, adesso, che ci faccia sperare nella salvezza. La squadra è sgonfia come un canotto, Vanoli è preoccupato perché, ora che è dentro al pianeta Fiorentina, forse capisce del vuoto pneumatico che lo circonda. La sensazione è che sia già stato lasciato solo. Vanoli è bravo, preparato e soprattutto si sta già prosciugando per salvare la Fiorentina.

La società è silente. Fa rima con assente. Una struttura di pasta frolla. Un mutismo ingiustificato dopo il pianto greco di giovedì sera. Tutti nascosti dietro le colonne, dirigenti o sedicenti tali. Ignari del fatto che anche quelle stiano per crollare. Del presidente non sappiamo più niente perché niente ci raccontano. Commisso è sparito. Speriamo soltanto — e questa è la cosa più importante, sia chiaro — che dopo l’intervento chirurgico subìto ormai molte settimane fa, stia meglio. Adesso una sua presa di posizione positiva, costruttiva e non polemica, sarebbe una buona cura per la Fiorentina.

Eppure domani a Bergamo ci sarà una partita delicata, per certi aspetti decisiva. C’eravamo illusi, che bischeri. E questa è solo colpa nostra. Sempre disposti a dare fiducia a chi non ha titoli per meritarla. Due timidi vagiti di ripartenza con Genoa e Juventus, poi l’Aek Atene, sinonimo di baratro.

Una prestazione imbarazzante, senza la minima giustificazione. Giocatori bloccati forse dalla paura, con poche idee e confuse. Poiché più o meno sono tutti sotto tono, fare la lista ruberebbe troppo tempo. Sceglieremo dei calciatori a caso. A centrocampo prendiamo Nicolussi Caviglia, l’uomo del passaggio a cinque metri. Mai un’assunzione di responsabilità. Perché? Dovrebbe essere un regista, ma non lo fa. A quella velocità e con quella misura potrebbe giocare anche Antognoni, classe 1954. E Fagioli? Qualcuno può chiedere all’ex virgulto delle giovanili bianconere a cosa stesse pensando quando Vanoli incautamente lo ha inserito? Fagioli, che dovrebbe — condizionale d’obbligo — essere dotato di un talento cristallino, per altro fino ad oggi sempre tenuto nascosto, ha sbagliato quattro-passaggi-quattro in fila. Ma scherziamo? Fagioli, anche basta.

Ndour? Che partita custodiva nella mente? Lo abbiamo visto vagare per il campo senza navigatore inserito. E Gudmundsson? Doveva essere felice per essersi liberato della zavorra del processo. E invece eccola là, un’altra prova da incompiuto o mezzo giocatore, se preferite. L’islandese ha capito che il tempo è scaduto e nessuno ha più voglia di aspettarlo? Si cerca un volontario che lo aiuti a comprendere. Poi la difesa, prendiamola in blocco. Errori a catena e sul gol, maglie larghe come in una partita all’oratorio di tanti anni fa.

Poi c’è lui…
Edin, sei finito in fuorigioco.
Le parole di fine gara ci hanno veramente spiazzato. Che c’entrava tirare in ballo i tifosi? E poi quali? La Fiesole ha incitato tutta la partita senza indugi. E alla fine, stremata da una partita allucinante dei viola, ha urlato ai giocatori: “Tirate fuori le p…”. Quindi? Brusio e qualche fischio da tribuna e Maratona. Perdonaci Edin, noi non l’abbiamo sentiti. Se poi dal rinomato Parterre qualche voce isolata ha urlato qualcosa, beh, caro Dzeko, succede da sempre. Niente a che vedere, comunque, col tuo amato San Siro, stadio dove hai scritto pagine di spessore e dove sai che un sospiro sparato da 70mila all’unisono diventa un macigno per l’anima. A 40 anni dovresti saperlo alla perfezione.

Caro Edin, hai sbagliato tutto, hai fallito l’indirizzo. Firenze ne ha avuta anche troppo di pazienza e a quanto pare sembra che ne abbia ancora. Edin, voi che avete fatto in campo? Davanti a quello spettacolo imbarazzante se ci sono stati due-tre spettatori polemici, perché hai reagito come un adolescente? Caro Dzeko, siamo meravigliati proprio per quello che hai rappresentato: professionista più che serio, campione sublime, calciatore intelligentissimo, bomber di razza, carismatico. La stima non muta, però parliamo anche di te. Adesso ti sembra di essere quello di una volta? Oppure sarebbe il caso di fare un passo indietro? Aiutando comunque il gruppo con la tua straordinaria esperienza, da capitano non giocatore.

La paura non aiuta a non morire…
Era uno degli slogan preferiti di Fatih Terim: chiedetelo a Vanoli, lui l’ha conosciuto benissimo. Una frase che serviva a spronare quel branco viola che l’Imperatore portò alla finale di Coppa Italia, poi vinta da Mancini perché il turco e il suo staff avevano dato le dimissioni di gruppo per un’aperta conflittualità coi dirigenti di allora. Gli uomini di Terim erano pervasi da un furore mai visto, si sarebbero lanciati nel fuoco per il loro allenatore. Che spettacolo quella Fiorentina, sempre all’attacco, anche se talvolta prestava il fianco al contropiede avversario. Ma Terim portò quella squadra oltre ai propri limiti.

Vanoli ci può provare. Togliendo il panico dalle spalle dei suoi giocatori. È l’unica strada. Magari, caro Mister, provando anche a cambiare qualcosa, giusto per sparigliare. Una difesa a quattro potrebbe essere un’idea? Un 4-4-2 alla Ranieri (Claudio) servirebbe? Di sicuro, ad oggi, l’unica previsione realistica è la salvezza all’ultima giornata. Coraggio, la paura non aiuta a non morire.